Modena L'ex docente dei cadetti trovato morto nel 2017 «Non è stato un suicidio Indagate sui bonifici»

I familiari cercano di impedire l’archiviazione del caso chiesta dalla Procura Emerge una serie di cessioni per 150mila euro a un unico conto senza nome L'uomo venne trovato nell'auto dentro il garage della sua casa di Pavullo

PAVULLO La misteriosa morte di uno stimato ex professore inglese si infittisce al termine delle indagini. Trovato cadavere nel bagagliaio della sua Nissan Micra accesa nel garage chiuso e saturo di monossido, sono sorti subito numerosi interrogativi: alla gola aveva un taglio ma non c’era sangue. Il sangue era invece nella sua camera da letto al primo piano della casa colonica attigua, a Pavullo. E in camera si trovavano le stampelle: come aveva fatto a scendere le scale e mettersi nel bagagliaio senza il loro sostegno, dal momento che era privo di un braccio e di una gamba? Perché non ha lasciato messaggi? Per questo la polizia ha puntato a livello investigativo sull’ipotesi di un omicidio ben congegnato e camuffato da suicidio.

Ma due anni e mezzo dopo il pm ha chiesto l’archiviazione del caso perché si tratterebbe di un suicidio, come provano gli elementi dell’autopsia: non esiste traccia di una terza persona. Ha fatto tutto da solo, dunque. Ma i familiari non sono convinti e ieri hanno portato al giudice un dossier con un elemento che può rimettere in gioco la pista dei un crimine quasi perfetto: il movente che manca nel suicidio. Si tratta del conto corrente del professore dal quale erano stati prelevati 150mila euro, spediti a colpi di bonifici da 10-20mila euro alla volta a uno stesso destinatario sconosciuto per motivi sconosciuti. Di chi è quel codice Iban?

Ricapitoliamo. Collinssplatt è uno stimato inglese di 77 anni che ha deciso di trascorrere gli anni da pensionato in una casa colonica in Appennino a Budria di Pavullo.È un uomo colto e innamorato di Modena dove ha abitato per 35 anni e dove ha insegnato per ben 32 anni inglese all’Accademia Militare a centinaia di cadetti. Una vita tranquilla, confermano i suoi numerosi amici in città e in montagna, i vicini e il miglior amico, Tim Kates. La sua vita era stata turbata da due gravi incidenti in gioventù: quando studiava all’università aveva perso una gamba per uno scontro in auto e qualche anno dopo un braccio a causa di una caduta da cavallo. Nonostante le menomazioni, ha condotto una vita normale.

Il 10 marzo 2017 la donna delle pulizie entra in casa e non lo trova. Sente un rumore nel garage attiguo, apre il portellone e assiste a una scena terrificante. Tra il fumo degli scarichi nota il corpo del professore 77enne rannicchiato nel bagagliaio aperto della sua Micra, un’auto molto piccola per un carico del genere. Le indagini vengono condotte dalla Squadra mobile della Questura in accordo con la Procura. Da subito emergono contraddizioni insolubili. Collinssplatt aveva un taglio alla gola ma sanguinava poco. Intorno all’auto non c’erano tracce ematiche. Sangue c’era invece solo in camera da letto. Perché? Collinsplatt è stato trovato rannicchiato nel bagagliaio ma le sue stampelle erano in camera. Come ha fatto a scendere le scale, uscire di casa, aprire il garage, mettere in moto l’auto e sistemarsi nel bagagliaio senza gamba e braccio? Si è indagato su un’ipotesi di omicidio camuffato da suicidio. Ma ora la Procura chiede di archiviare tutto. Dall’autopsia è infatti emerso che Collinssplatt è morto per l’avvelenamento del monossido dallo scarico dell’auto; la ferita al collo poi è compatibile con un gesto di autolesionismo. In conclusione sarebbe un suicidio, nonostante le contraddizioni rimaste irrisolte. E poi il movente: conoscenti e amici hanno garantito che non aveva alcun motivo di togliersi la vita: niente delusioni sentimentali, rovesci economici, malattie gravi. Ai familiari, assistiti dall’avvocato Lorenzo Muracchini di Modena, la sua morte continua ad apparire oscura. Dalla Gran Bretagna si sono opposti alla richiesta di archiviare il caso. Ieri all’udienza dal giudice Eleonora Pirillo il colpo di scena. I familiari hanno presentato un dossier sulle finanze di Collinssplatt. Sul conto corrente aveva mezzo milione di euro in sterline. A quella somma, però, mancavano 150mila euro. Erano stati prelevati e bonificati in numerose tranche da 10-20 mila euro alla volta sempre per lo stesso destinatario in Italia. Si conosce il suo codice Iban ma non chi è l’intestatario. Oscure le ragioni dei bonifici. I familiari chiedono di proseguire le indagini e far luce. Il giudice si è riservato. —
 

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