Modena, dalle case di riposo«Per i nostri anziani non vedere i famigliari è un duro colpo e una grande tristezza»

La testimonianza delle case di riposo Ramazzini e Castiglioni «Garantiamo attività ludiche come i laboratori di cucina»  

IL RACCONTO

Serena Arbizzi


«Giovedì scorso abbiamo portato 18 residenti alla posa della prima pietra di quella che diventerà la nostra nuova struttura a San Faustino. Erano felicissimi di uscire dopo quasi un anno e di vedere i disegni della futura costruzione. Speravano di poter riprendere ad andare fuori e non nascondiamo che quanto succede ci rattrista. La parte più bella del nostro lavoro, quella ludica e più divertente, cerchiamo di farla all’interno. Siamo attrezzati con videochiamate e visite alle finestra». Cristina Barbieri è la coordinatrice della casa di riposo Ramazzini di Modena. Lei, come gli altri responsabili delle Cra, hanno dovuto spiegare agli anziani che non sarà possibile ricevere visite, data la seconda ondata di contagi e l’impennata registrata nelle case di riposo. «Abbiamo avvisato tutti, mostrando gli articoli di giornale e cercando di far comprendere che si tratta della loro sicurezza - prosegue Cristina - Hanno capito qual è il problema. Ora cerchiamo di tenerli occupati con tante attività. Insieme alla nostra animatrice Maria Vittoria Chersoni abbiamo organizzato corsi di cucina speciali, con le donne che preparavano e piegavano i tortelloni, mentre gli uomini tiravano la pizza. È piaciuta così tanto che martedì pomeriggio hanno voluto ripetere preparando le bruschette».

Ogni residente è unico e viene rispettato nelle proprie richieste. «Carlo, ad esempio, ha sempre preferito gli incontri dalla finestra anche quando il figlio poteva entrare, perché si porta con sè i suoi amici - prosegue Barbieri - Dalla finestra, Carlo, vede questo bel gruppo di persone e gli piace moltissimo. Lui si veste bene, si mette alla finestra in un corridoio distante dagli altri residenti nella sala, che così non prendono freddo, e saluta suo figlio».

Sul piano della formazione l’Ausl ha dato la possibilità di fare sei lezioni online agli operatori che lavorano all’interno delle Cra in merito alla prevenzione del Covid. «È un ripasso che fa sempre bene - conclude la coordinatrice - Sono sei pomeriggi. Col tempo può succedere che, a casa, si molli un po’ sulle distanze o che la mascherina scivoli giù dal naso. L’Ausl, poi, verrà a fare il tampone in tutte le Cra di Modena. È stata data la precedenza a chi ha contagi. La preoccupazione è fornita anche dalla riapertura delle scuole».

Spostandosi all’Opera Pia Castiglioni di Formigine, «le attività di intrattenimento riguardano ogni ospite singolarmente - spiega il presidente Luigi Costantini Cuoghi - Abbiamo ricevuto diverse sollecitazioni in cui si chiedeva di riservare più tempo alle visite ma noi siamo sempre stati molto prudenti. Per i parenti è una tristezza non vedere più i famigliari. Senza contare che per gli anziani la mascherina rende più difficile riconoscere le persone».

«Nel nucleo demenze sono state mantenute le attività, un po’ con gli operatori e un po’ con il terapista, basate sulle storie di vita - aggiunge Caterina Paolini, terapista occupazionale del nucleo demenze dell’Opera Pia Castiglioni - Prevalgono le attività individuali. Nel nucleo ci sono le stanze Snoezelen, un tipo di approccio per stimolare gli aspetti sensoriali, con luci di più colori per il rilassamento e i ricordi positivi, musica incentrata sul vissuto dell’anziano, fibre ottiche per il benessere, una vasca, lo schermo. Tutto viene sempre igienizzato». «Le operatrici hanno preparato delle cassettine trasparenti in cui ci sono gli oggetti per gli anziani sulla base della sua storia - rimarca la direttrice Clelia Cavanni - E c’è sempre la sanificazione con il gel che ormai chiedono loro stessi». —