Bologna Trasporto pubblico, stretta della Regione «Stoppare subito le aggregazioni forzate»

L’assessore alla Salute Raffaele Donini: «La prossima settimana riuniremo tutti i prefetti per studiare ulteriori controlli»

BOLOGNA Stop agli assembramenti “un po’ forzati”, a partire da quelli sugli autobus: la stretta, nel giorno in cui i nuovi contagi da Covid-19 a livello nazionale hanno sfondato quota diecimila, viene dalla Regione, che la prossima settimana incontrerà i prefetti delle nove province per studiare nuovi provvedimenti per contrastare la diffusione del virus.

Una decisione comunicata ieri pomeriggio dall’assessore alla Salute Raffaele Donini, che ha fatto il punto in diretta Facebook sulla situazione in Emilia Romagna. «Le fonti di maggiore contagio - ha detto l’assessore - sono di natura familiare, da aggregazione nei luoghi sociali, pranzi o cene di lavoro, assembramenti non protetti da mascherine, ma sono anche il frutto degli screening delle case di riposo per anziani e centri per disabili. Altri contagi vengono da azioni inconsapevoli che facciamo durante la giornata, come toccare l’interno della mascherina o toccarsi il viso». Donini ha ricordato anche l’obiettivo di non rinunciare, da parte del Servizio sanitario regionale e nazionale, a tutte le altre prestazioni a causa della pandemia, come invece accaduto nei mesi più duri dell’emergenza: «Vogliamo dare ai cittadini la sicurezza di ricevere le prestazioni sanitarie non solo per il Covid - queste le sue parole - ma anche per le altre condizioni di salute».


Passando alle situazioni più gravi, l’assessore ha fatto notare che «in Emilia Romagna è importante rilevare un dato: oggi si sono registrati 12 casi in più di persone ricoverate in terapia intensiva, facendo salire a 61 in totale i ricoverati. Di queste 61 persone, nella maggior parte dei casi non si tratta di pazienti intubati, ma di cittadini che necessitano di intensività di cure, ma con ventilazione non invasiva».

Donini ha quindi ricordato che «la situazione nazionale non vede la nostra regione tra le primissime con la massima circolazione del virus, come fu invece a marzo, ma non bisogna abbassare l’attenzione. In Lombardia, Campania, Piemonte, Lazio, Toscana, Veneto, Liguria e Sicilia si è registrato un aumento maggiore di positivi, poi c’è l’Emilia Romagna. Ricordo questi casi perché stiamo ragionando insieme ai miei colleghi di tutte queste regioni, al governo e alla presidenza della conferenza Stato-Regioni quali provvedimenti ulteriori adottare, nei prossimi giorni, per contrastare la diffusione del virus».

Al centro ci sono i luoghi di aggregazione, dunque, a partire da treni e bus: «La prossima settimana - ha detto ancora Donini - l’assessore ai Trasporti Andrea Corsini riunirà i prefetti per capire anche quali ulteriori controlli bisogna fare nei luoghi di aggregazione un po’ forzata, come il trasporto pubblico locale». Parlando davanti all’ospedale unico di Castel San Giovanni, nel Piacentino, dove ieri è stato presentato un investimento da tre milioni per un nuovo pronto soccorso in presenza del ministro per la Salute Roberto Speranza, Donini ha ricordato che «questo è stato il primo ospedale in Europa dedicato al Covid nel marzo scorso, e qui si sono sperimentate anche nuove cure, come l’eparina». Insieme all’assessore ieri pomeriggio c’erano anche tre medici dell’ospedale, ovvero la dottoressa Daniela Schieri, direttrice del reparto di Cardiologia, il dottor Marco Stabile, direttore della Chirurgia Plastica, e il dottor Carlo Cagnoni, direttore di Medicina Interna.

«Al di là delle regole - ha chiuso l’assessore Donini - la sostanza è quella: bisogna mantenersi a distanza dove è possibile, indossare la mascherina e igienizzare spesso le mani. Non dobbiamo aspettare i vigili urbani, il poliziotto o il carabiniere: ci sono situazioni in cui capiamo da soli quando dobbiamo mettere in campo protezioni ulteriori». —