Maranello. Rita, dalla ceramica a Tokyo «Voglio solo le Olimpiadi»

La campionessa Cuccuru reduce dal piazzamento mondiale nel paratriathlon  «Ho sofferto, poi ho scelto di capitalizzare l’aspettativa e tornare in piscina»

MARANELLO «Ero molto determinata a partecipare alle Paraolimpiadi di Tokyo 2020, poi il lockdown ha stravolto le mie aspettative», rilegge gli ultimi mesi la campionessa di paratriathlon, Rita Cuccuru, fresca di un nuovo grande traguardo ottenuto sabato scorso alla Paratriathlon World Cup di Alhandra, in Portogallo. «Sapevo di essermi allenata duramente in questi mesi ma non pensavo di riuscire ad ottenere l’argento dopo un periodo così lungo, fatto di tante incertezze e brusche frenate, per tutto il mondo dello sport».

Rita, di origini sarde, nata in Germania ma modenese d’adozione, da giovane era già una promessa del calcio. Poi, a soli 17 anni, subisce un grave incidente stradale perdendo l’uso delle gambe. Con grande impegno e determinazione, è riuscita in poco tempo a trasformare questo evento traumatico in un’occasione unica: rientrare nella classifica delle dieci atlete di paratriathlon più forti al mondo. All’inizio di quest’anno, si è presentato un altro difficile scoglio da oltrepassare. «Dopo aver partecipato all’ultima competizione mondiale di paratriathlon in Australia, a fine gennaio, siamo tornati di corsa in Italia. Da lì a breve è arrivata la comunicazione della chiusura di piscine e palestre. Avevo molta paura che questo compromettesse la mia partecipazione olimpica».


«A marzo, ho ricevuto la telefonata che non avrei mai voluto ricevere: le Olimpiadi di Tokyo erano state ufficialmente rimandate al 2021. “È finita”, ho pensato. Non avrei più avuto la possibilità di investire così tanto tempo ed energia nello sport».

Rita lavora in una ceramica che le ha concesso di prendersi un periodo di aspettativa, permettendole di dedicarsi senza vincoli ad allenamenti e gare. «Ecco, quel giorno è stato uno dei più bui della mia vita. Non riuscivo a fare niente». Poi la svolta: «ho capito che non volevo perdere l’anno prezioso che mi era stato concesso per allenarmi. Così ho cercato di investire in quegli ambiti in cui mi sentivo meno competente. Non appena hanno riaperto le piscine, ho iniziato a frequentarle assiduamente. Impegno che ha pagato, perché sono migliorata molto tecnicamente e ho ottenuto ottimi risultati».

Per Rita Cuccuru, dunque, il periodo di lockdown è stato, tutto sommato, un periodo positivo. «La gara di sabato scorso conferma il sentore che avevo riguardo alla mia progressione. Sono riuscita a battere la mia competitor, la francese Mona Francis, ottenendo su di lei oltre due minuti di vantaggio: è stata una grande soddisfazione. Se poi penso che sono arrivata a soli venti secondi dalla brasiliana Jessica Ferreira, che ha tagliato il traguardo per prima, non posso che gioire».

Sono nove le gare che dividono Rita dalle olimpiadi di Tokyo 2021. «Siamo preoccupati che con il peggiorare della situazione Covid chiudano nuovamente alle competizioni internazionali. Non sappiamo cosa sarà del futuro. Quel che è certo è che, ad oggi, io rientro a pieno titolo nel ranking di atleti classificati per le paraolimpiadi». Tra le prossime gare in calendario, c’è anche il mondiale all’Idroscalo di Milano, che si terrà, fatti i dovuti spergiuri, il prossimo maggio. «Ma per me ogni gara è mondiale. Non vorrei perderne neanche una». —