Per l’ex ristorante Fini di Modena due mesi di menù stellare con Marta Pulini

La chef per il locale in Rua Frati di Monica Bartolucci 

Modena. «Non vogliamo certo imitare Giorgio Fini, un personaggio indimenticabile figlio di altri tempi, ma con la nostra cucina del territorio rivista e resa in parte più “leggera”, ci poniamo di creare qui un altro tempio gastronomico che prosegua nella storia culinaria di queste sale».

Modena, il “Christmas temporary restaurant” di Marta Pulini all'ex ristorante Fini


Siamo in Rua Frati Minori, a due passi dall’unico hotel 5 Stelle Lusso della città e tra i pochi in Italia, dove dal primo novembre due donne di successo nelle loro professioni, l’hotellerie e la cucina, lavoreranno insieme fino al 6 gennaio. Sono Monica Bartolucci Samorì, proprietaria dell’Hotel Rua Frati, dell’albergo Central Park e dell’ex ristorante Fini di piazza San Francesco, e Marta Pulini, nome forte della ristorazione modenese e internazionale attraverso la sua “Bibendum”: la loro collaborazione, per ora a tempo, darà vita al “Christmas temporary restaurant”nella locanda San Francesco, appunto laddove per decenni molte famiglie modenesi tra cui quelle di Luciano Pavarotti ed Enzo Ferrari hanno mangiato i tortellini, i bolliti e le lasagne di Giorgio Fini.

Tempo alcuni giorni e le due brigate della Locanda San Francesco - con lo chef Massimo Veneziano e il maitre ex Fini Fabio Rossi - e di Bibendum con Pulini accompagnata dallo storico collaboratore Paolo Paradisi, inizieranno a lavorare insieme per produrre manicaretti a disposizione dei clienti dell’hotel e a tutti quanti vorranno provare. Già, ma quale cucina? «Ora - spiega Marta Pulini - studierò il menù già utilizzato alla Locanda San Francesco aperta da metà settembre: ovviamente non tutto sarà certamente da buttare, vista la qualità. Qua si fanno già ora le ricette tipiche modenesi che noi dunque non copieremo da nessuno (già nel trecentesco Decameron di Boccaccio si parla di “formaggio parmigiano grattugiato” e di “raviuoli”, ndr). Io porterò poi le mie abitudini culinarie, fatte di prodotti stagionali e territoriali, verdure biologiche e naturali che io cucinerò in modo più leggero e digeribile. Penso a piatti come i passatelli con le castagne e qualcosa con la polenta visto che giunge l’inverno. Le radici della nuova cucina saranno modenesi, visto che non si inventa nulla, con l’aggiunta però della mia impronta». Pulini tiene molto a un concetto, espresso ieri alla presentazione più volte: «Non imiteremo Giorgio Fini, non sarebbe né giusto né corretto, io spero però di fare altrettanto bene e di lasciare una impronta perché non ho mai lavorato dentro un hotel e sono curiosa di aggiungere questa esperienza al mio curriculum. I tempi sono complicati e lo sappiamo bene noi visto che il nostro core business è rappresentato dai catering e buffet che oggi sono complicati».

Monica Bartolucci è contenta della collaborazione: «Siamo orgogliosi di legarci a un nome così importante dell’eccellenza gastronomica modenese nota in tutto il mondo. Questo locale dal 1912 e per 90 anni è stata sede del prestigioso ristorante Fini, ora riproporremo i piatti della tradizione per onorare anche quella celebre storia. Nei nostri alberghi e nel ristorante sia maniaci delle regole anticovid: sanifichiamo a 90 gradi ogni giorno e, nel malaugurato caso di strette a causa del virus, abbiamo pronto un piano B con anticipo delle cene e un programma aperto ai pranzi».