Acqua potabile, schiaffo all’ambiente Nel Modenese il 34 per cento va disperso

Ma è un dato migliore rispetto alla media italiana. Istat: «La causa è un’infrastruttura idrica soggetta a invecchiamento»



Quante volte da bambini ci è stato detto di non giocare con l’acqua? “L’acqua non si spreca”, un adagio che i nostri nonni ben conoscevano e trasmettevano.


Una lezione che in Italia, tuttavia, non deve essersi radicata dato che, secondo il rapporto Istat 2019, in tutto il Paese le perdite nella rete idrica sono cospicue e in aumento.

«Concentrandosi sulla perdita finale, cioè la percentuale di acqua potabile dispersa sul totale del volume immesso nelle reti di distribuzione, in Italia nel 2015 ammonta al 41,4% del totale. Che è quindi la quota di acqua in meno che arriva nelle abitazioni dei cittadini».

A riferirlo il sito Openpolis, che fornisce anche i dati per ciascuna regione, provincia e comune italiano. L’Emilia Romagna sorride poiché lo spreco si ferma al 30,7 per cento; solo altre tre regioni - Trentino, Lombardia e Valle d’Aosta – fanno meglio.

Scendendo sul territorio provinciale le differenze sono sostanziali. Le più virtuose sono le province romagnole (Rimini 25,1%, Ravenna 21,8, Forlì-Cesena 23,5), oltre a Bologna 27,9% e Reggio 25,5%. Nel mezzo Piacenza 31,9%, Modena 34% e Ferrara 38%. Maglia nera Parma con il 43,4%.

Dunque a Modena e provincia in media si perde nella rete idrica il 34% dell’acqua. Ma come mai ciò avviene?

Secondo Istat «nella maggior parte delle città italiane l’infrastruttura idrica è soggetta a un forte invecchiamento e deterioramento. In parte, le dispersioni sono fisiologiche e legate all’estensione della rete in parte sono derivanti da criticità di vario ordine: rotture nelle condotte, vetustà degli impianti, consumi non autorizzati, prelievi abusivi dalla rete, errori di misura dei contatori».

Hera, che gestisce parte della distribuzione in provincia, aggiunge che vi è anche una parte di acqua che nel conteggio risulta come “dispersa”, ma che in realtà è stata utilizzata per altri scopi come ad esempio quella utilizzata dai vigli del fuoco tramite gli idranti.

Per quanto concerne i comuni modenesi, lo spreco maggiore viene registrato nei territori di Soliera e Campogalliano, comuni a gestione Aimag. Nel primo si tocca il 50%, mentre nella città della bilancia lo spreco è al 46%. Aimag evidenzia tuttavia come già nel 2019 il dato sia sceso rispettivamente al 43% e al 36% grazie agli interventi apportati.

Il comune più virtuoso è Medolla 22,9%, seguito da Carpi (anche questo a gestione Aimag)che si distingue tra i centri più popolosi con un ottimo 23,4%. Modena (Hera) è in linea alla media regionale con il 35%, così come Sassuolo 34,8%. —





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