Modena L’ingresso a scuola alle 9 non piace ai presidi modenesi

La didattica a distanza è già presente in equa misura in diverse scuole e il nodo centrale in una provincia come Modena sono i trasporti: ma ad oggi gli autobus arrivano alle 8... 

i pareri

Gabriele Farina


L’incubo di chiudere le scuole si allontana. Eppure, i presidi modenesi non possono dormire sogni sereni. Due i dubbi legati al Dpcm del 18 ottobre: il maggiore ricorso alla didattica a distanza e l’ingresso alle 9. «Le istituzioni scolastiche di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica (…) - si legge nel decreto firmato dal premier Giuseppe Conte - incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata (…), modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9».

Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina l’interpreta così: «Possibile implementazione della didattica digitale integrata e flessibilità sugli orari per le scuole superiori ma solo attraverso interventi mirati».

L’Ufficio scolastico regionale rassicura: i provvedimenti «possono essere assunti solo per contrastare la diffusione del contagio».

Da ieri mattina i presidi s’alternano in riunioni. Domani saranno in collegamento con l’Agenzia per la Mobilità e le istituzioni. «Possiamo anche spostare l’orario d’ingresso alle 9 - rimarca Claudio Caiti, preside del liceo Sigonio - ma se i trasporti arrivano alle 8 non posso lasciare i ragazzi fuori per un’ora».

«Abbiamo già un gruppo che entra alle 9 - fa eco Giovanna Morini, preside del liceo Muratori-San Carlo - ma usa il trasporto delle 8. Speriamo di adeguare il servizio». Le linee convergono in difesa dello status quo.

«Le scuole stanno funzionando», riprende Caiti. «Facciamo di tutto per mantenere gli studenti a scuola», l’appello di Morini.

«Tranquillizziamo le famiglie, la situazione è sotto controllo», sottolinea Margherita Zanasi, preside dell’istituto Selmi. Se vi saranno le condizioni, può essere una soluzione «variare il numero degli studenti in presenza». «Aumentando la didattica a distanza si riduce la pressione sui trasporti», la proporzionalità inversa di Luigi Vaccari, preside dell’istituto Meucci di Carpi. Con un corollario: «È più facile organizzare la didattica digitale integrata che trovare autobus mancanti». L’augurio del preside è di «non cambiare nulla».

Sabrina Paganelli, preside dell’istituto Volta di Sassuolo, considera «residuale» aumentare la didattica digitale integrata. La preside differenzierebbe le uscite. «L’orientamento dell’ingresso alle 9 mi sembra valga piuttosto per le grandi città - conclude Paganelli - mentre per la nostra provincia non si risolverebbe niente». —



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