Test rapidi in farmacia, boom di prenotazioni «Atto di responsabilità»

Tra dieci giorni i primi posti per il sierologico riservato ai familiari degli studenti E c’è chi si è attrezzato per farli dalla finestra attraverso una parete di plexiglass



Al via ieri mattina, con linee telefoniche delle farmacie intasate e gente in coda per prenotarsi, la campagna di screening su base volontaria con test sierologici rapidi, da farsi direttamente in farmacia, per la ricerca degli anticorpi al virus Sars–Cov -2. L’iniziativa, promossa dalla Regione e rivolta agli alunni che frequentano qualsiasi scuola di ogni ordine e grado, ai loro genitori, ai fratelli e sorelle e a eventuali conviventi oltre che agli studenti universitari che hanno il medico curante in regione, è stata accolta con grande entusiasmo e interesse dai tanti modenesi che fin dalla prime ore dell’apertura del servizio, hanno iniziato a telefonare per prenotarsi.


«Ho preso l’appuntamento con tutta la famiglia – dice Diego Scarpetta, all’uscita da una farmacia del centro – vista l’opportunità sarebbe davvero assurdo non approfittarne, considerando i numerosi contatti che sia io che mia moglie abbiamo nella quotidianità al lavoro così come i nostri figli andando a scuola. La lotta a questo terribile virus passa anche attraverso il contenimento della sua diffusione e quindi è responsabilità di ogni singolo cittadino adoperarsi in tal senso». La disponibilità da parte dei farmacisti di attrezzare uno spazio all’interno dei loro esercizi per eseguire in sicurezza i test sierologici, è stata di carattere volontaria e la lista completa delle farmacie di tutta la provincia è in costante aggiornamento e facilmente reperibile sul sito della Regione. L'apprezzamento dei cittadini riguardo all'iniziativa è stato fin da subito alto a tal punto che, già dopo poche ore dall'apertura del servizio, i primi appuntamenti disponibili a Modena città sono tra dieci giorni. Già ieri mattina i primi test sono stati effettuati ma la maggior parte delle farmacie sono partite nel pomeriggio o partiranno nei prossimi giorni, una volta organizzato lo spazio.

«Abbiamo iniziato con calma, nonostante le molte richieste, andando ovviamente su appuntamento per evitare assembramenti – spiega il dottor Gianni Negrini della farmacia Zona di Finale Emilia - Abbiamo già parecchie prenotazioni. Del resto abbiamo aderito con entusiasmo al progetto della Regione perché crediamo che lo screening degli asintomatici e il monitoraggio del virus sia un altro passo importante nella lotta contro il Coronavirus. Questo va a conferma del fatto che ormai la farmacia è un punto di riferimento per numerosi servizi utili alla persona che vanno anche oltre all’aspetto sanitario – continua il dottore - basti pensare che facciamo persino i riconoscimenti per l’identità digitale». Ogni realtà si è organizzata praticamente in modo autonomo e chi ha avuto l’opportunità di creare ingressi o aree isolate solo ed esclusivamente dedicate allo screening lo ha preferito. Non mancano peraltro idee geniali come quella della farmacia Autodromo di via Formigina del dottor Paolo Muzzioli: «Abbiamo adibito una delle nostre finestre a "sportello-test" montandoci una parete in plexiglass forata. Questa soluzione permette a noi di non far interferire il servizio screening con l'area vendita farmaci e alle persone di effettuare il test rapidamente rimanendo all’aria aperta».

La modalità di come vengono effettuati i test è in ogni caso comune: la persona arriva, consegna i moduli precompilati e firmati che gli sono stati forniti via mail o di persona al momento della prenotazione e, appurato tramite il codice fiscale l’effettivo diritto ad effettuarlo, viene eseguito acquisendo una goccia di sangue a fronte della foratura del polpastrello di un dito. La persona a questo punto può attendere sul posto il risultato che viene fornito, nel rispetto della privacy, in circa un quarto d’ora, oppure può controllare successivamente collegandosi al proprio fascicolo sanitario elettronico.

«In caso di positività – conclude il dottor Muzzioli - la persona sarà contattata direttamente dalla Sanità pubblica dell’Ausl per eseguire il tampone nasofaringeo che potrà rilevare l’eventuale presenza del virus. Ciò consentirà di individuare le persone che hanno contratto il virus e sono asintomatiche e conseguentemente di impedire la nascita di eventuali focolai soprattutto nel mondo scolastico». —



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