Fiumalbo, Fanano e Pievepelago il triangolo d’oro di chi va a funghi

FANANO. «Non è un’annata d’oro come quella dell’anno scorso, ma sta procedendo in linea con quelle precedenti» non stiamo parlando di vino, ma di funghi, immancabili protagonisti delle tavole autunnali. È Leonardo Bartoli, funzionario dell’ente Parco del Frignano, a fornire i primi dati di questa stagione 2020 ancora in corso.

«La raccolta di funghi e in generale la fruizione della montagna, è partita in ritardo quest’anno a causa delle restrizioni per il virus. Soltanto con giugno le persone sono tornate a visitare la montagna. Da lì in poi, tuttavia, dobbiamo ammettere che le presenze sono state da record». Nella prima buttata dell’anno, che di solito si attesta tra aprile e maggio, la raccolta dei funghi non è stata effettuata causa lockdown.

«I funghi primaverili sono andati persi ma da metà giugno è stato possibile raccogliere i primi porcini – svela Bartoli – poi, con il calo della produttività del sottobosco, è aumentata la componente turistica e i raccoglitori si sono rivisti soltanto con l’inizio di settembre». Nell’appennino modenese, le zone più battute rimangono Fiumalbo, Fanano e Pievepelago, i territori più vocati alla produttività funghiva. «Si può pensare che la raccolta prosegua fin verso la fine di ottobre, salvo l’arrivo di freddi eccezionali. Per ora, nonostante l’abbassamento delle temperature, il sottobosco è ancora in piena produzione».

La stagione, spiega Leonardo Bartoli, «è stata particolarmente secca e priva di precipitazioni in estate. Ma l’umido notturno, dovuto all’escursione termica, favorisce un clima ideale per i prodotti del sottobosco». In tutto l’appenino tosco-emiliano la raccolta di funghi è regolamentata da una legge regionale. È obbligatorio, per tutti i raccoglitori, acquistare il tesserino giornaliero, settimanale o semestrale.

«È possibile farlo negli ottanta punti vendita presenti in provincia o anche on-line, sul sito del parco. Ogni raccoglitore ha l’obbligo di non superare i 3 kg di funghi raccolti e di evitare i giorni di lunedì e venerdì. Queste due giornate, a ridosso del fine settimana, sono importanti per consentire il riposo e la rigenerazione del sottobosco. Andare contro le regole e recarsi nei boschi, alla ricerca di funghi, anche in questi giorni può compromettere l’equilibrio produttivo dell’intera stagione». Per i residenti nei comuni montani, tuttavia, la raccolta è prevista anche nel giorno di martedì, riservato appunto a chi abita in prossimità dei boschi.

«Ogni anno, il nostro appennino vede un afflusso di circa venti mila fungaioli – è il dato registrato dall’ente Parco in base alla vendita dei tesserini – ma quest'anno il numero di presenze è andato addirittura in rialzo. Quello che non ci stanchiamo mai di dire, e non solo ai raccoglitori, è di non abbandonare i propri rifiuti in giro.

In questa stagione, poi, è importante, oltre alla pulizia, rispettare l’integrità della flora: schiacciare o rovinare i funghi non commestibili è un’azione controproducente per tutta la rigenerazione boschiva». —