Sigilli violati in tribuna Presidente del Fiorano condannato a 4 mesi

Il giudice infligge il minimo della pena (sospesa) a Iacaruso  Gente a sedere mentre lui gestiva un controllo della Siae

Fiorano. Condanna di quattro mesi in giudizio abbreviato e sospensione della pena. È la decisione, su cui già viene annunciato appello, del giudice dell’udienza preliminare, Eleonora Pirillo relativamente a Michele Iacaruso, presidente del Fiorano Calcio e imputato di “violazione di sigilli”. La vicenda, certamente meno complessa rispetto all’inchiesta madre che approderà in tribunale a dicembre e riguarda gli strumenti urbanistici relativi alla tribuna dello stadio comunale “Ferrari”, riguarda quanto accaduto il 13 ottobre 2019. In quell’occasione, a metà del primo tempo di Fiorano-Formigine, carabinieri e polizia municipale arrivarono al campo e fecero sgombrare la tribuna su cui già erano stati posti i sigilli giudiziari. Per la presenza del pubblico sugli spalti la colpa venne imputata al legale rappresentante del Fiorano, ossia il suo presidente che però in quel momento non poteva essere a vigilare sul rispetto del divieto di accesso in quanto impegnato con la Siae, che proprio in occasione del derby aveva effettuato un accesso di verifica allo stadio “Ferrari”.

«Io ritengo vi siano tutti gli estremi per fare appello - spiega l’avvocato difensore Giuseppina Iannelli - Al di là del minimo della pena e dell’applicazione delle attenuanti generiche, dal mio punto di vista ci sono le condizioni per riqualificare l’accusa. Il presidente Iacaruso, nel momento del controllo dei carabinieri e della municipale, non era presente e quindi non poteva aver violato i sigilli come del resto non poteva vigilare sul divieto di accesso allo spazio. Ritengo, al massimo, vi sia eventualmente un’agevolazione colposa». In effetti l’uso della tribuna, anche nei frangenti successivi, è stato più volte al centro di dispute, con Iacaruso costretto, in prima persona, a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine per far rispettare l’obbligo di non utilizzo. A breve comunque la struttura sarà smontata, demolita e ricostruita.


«Non sono ancora soddisfatto - dice il presidente mentre commenta amaramente anche le nuove disposizioni sul calcio dilettantistico - Quel giorno ero con la Siae e abbiamo prodotto il documento, quindi non potevo essere nella zona della tribuna ad allontanare le persone. Eppure, all’ingresso, c’era il cartello che indicava il divieto di accesso e a ridosso era stato affisso, ma ormai illeggibile, il documento di sequestro. Infine i sigilli posti si erano rovinati ed erano inservibili a causa dell’usura del tempo. Ma resto comunque fiducioso perché dimostrerò la mia buonafede».