Modena Polo Leonardo. Studenti, ressa sui bus e davanti ai cancelli I presidi: «Preoccupati anche i genitori»

MODENA È l’ora di punta al Polo Leonardo. Sono circa le 8 e centinaia di studentesse e studenti si assiepano presso il cancello principale. La maggior parte dei giovani indossa correttamente la mascherina. Qualcuno lascia respirare il naso e copre la bocca. Altri tengono abbassati i dispositivi confidando nella vana protezione dei menti: non sempre si mantiene la distanza di un metro. Si chiacchiera e si scherza prima delle lezioni. Per alcuni la campanella suona alle 8. Altri devono attendere un’ora.

Per ingannare il tempo si resta vicini ai coetanei. Così il rischio di assembramenti, scongiurato magari sui bus, cresce. «Con l’aumento delle corse dei mezzi pubblici è stata ridotta la parte antistante all’edificio, non di pertinenza della scuola, in cui aspettare in sicurezza», è il commento di Margherita Zanasi, preside del Selmi. La preside ha richiesto un intervento alla Polizia Locale per le condizioni di sicurezza all'esterno ed è pronta a farlo di nuovo. «Ci sono più ingressi, ma i cantieri ne limitano l’utilizzo», aggiunge Zanasi.


Il cantiere per l’ampliamento dell’istituto Selmi è un ostacolo aggiuntivo. La consegna è attesa entro Natale, poi serviranno i tempi tecnici per ottenere tutti i certificati. Intanto, dieci classi sono costrette a pazientare e svolgere lezioni in prefabbricati.

Preoccupati tanti genitori, di cui Zanasi s’è fatta portavoce nella riunione a distanza con i dirigenti scolastici, la Provincia, l’Agenzia per la Mobilità (aMo), Seta e la Consulta degli studenti. «Abbiamo riferito che da parte dei genitori c’è un senso d’insicurezza - spiega la preside - perché dicono che gli autobus sono particolarmente affollati. Nella videoconferenza c’è stato risposto che il numero dei posti è quello indicato nel libretto di circolazione di ogni mezzo. Non vanno calcolati solo i posti a sedere, ma anche quelli in piedi».

«La capacità di libretto del mezzo è superiore al numero di posti a sedere», interviene Federico Giroldi. Il preside dell’istituto Corni identifica una difficoltà opposta rispetto alla collega del Selmi. «Non abbiamo problemi all’ingresso - sottolinea Giroldi - e controllare l’arrivo degli studenti fino alla porta esula dalle nostre competenze. Rappresenta un problema più l’uscita, in cui i ragazzi tendono ad assembrare».

Resta il tema dei controlli sui mezzi. Una soluzione potrebbe essere operativa dal primo novembre. Attraverso l’app Roger, Tper consentirà agli utenti di avere un “semaforo” in tempo reale delle presenze a bordo. Con il verde si sale senza problemi; con l’arancione la copertura è ancora sotto il 66%; con il rosso si è superata la soglia dei due terzi.

Su alcuni bus di Seta è in atto una sperimentazione con il dipartimento d’Ingegneria Unimore. Le immagini delle telecamere consentono di determinare in tempo reale il riempimento dei mezzi. Le informazioni transitano alla centrale operativa, dove possono essere assunti eventuali correttivi.

A fronte di oltre 3mila controlli sulla capienza, aMo considera residuale il superamento dell’80% della capienza. La Provincia risponde con la Polizia di sua competenza per aumentare i controlli alle fermate. «Abbiamo ottenuto dalla Regione un incremento dei mezzi disponibili da 300 a 345 - afferma il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei - e, se questo non dovesse bastare, porteremo di nuovo le esigenze del territorio modenese al tavolo regionale». —
 

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