Carpi Salvò il fidanzato grazie alle arti marziali Il branco condannato a 18 anni di carcere

Colpevoli quattro imputati su cinque. Sette anni e quattro mesi al capo della banda che agiva in preda ad alcol e farmaci



Una condanna complessiva al carcere pari a 18 anni e otto mesi per quattro imputati, mentre un quinto è stato assolto perché si è trovato invischiato nel pestaggio, ma non avrebbe contribuito. Questa la pena decisa dal giudice Andrea Scarpa del Tribunale di Modena, ieri mattina, sul caso riguardante Mattia Polisena, difeso dall’avvocato Elisa Vaccari, e Rossella Setti, assistita da Elisabetta Aldrovandi, la coppia di fidanzati aggredita selvaggiamente da una banda di criminali che agiva in preda a mix di psicofarmaci e alcol o Coca Cola. Ieri è stata emessa la sentenza dopo che, poco più di un mese fa, il pm Katia Marino, nell’ambito del processo con rito abbreviato, aveva chiesto la condanna a otto anni e quattro mesi di carcere per il capobanda, oltre a 2400 euro di multa. Per gli altri quattro erano stati chiesti otto anni per i reati di concorso in rapina e concorso in lesioni gravi.


Il giudice ha condannato il capobanda, 28 anni, a sette anni e quattro mesi e a 1600 euro di multa, il suo braccio destro, 32 anni, a sei anni e otto mesi. Anche per lui è scattata la multa di 1600 euro. Per entrambi, inoltre, è stata stabilita l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Altri due hanno avuto un ruolo minore nella vicenda e sono stati condannati rispettivamente a due anni e due mesi e due anni e quattro mesi. Il quinto coinvolto è stato assolto, perché si è ritenuto che si fosse trovato in mezzo all’aggressione, ma senza contribuirvi. A carico del capobanda, inoltre, è scattata la sospensione della condizione seguita al decadimento dei termini, per un reato precedente al caso di via Bellentanina. Tutti i cinque risultano residenti a Carpi, i più giovani del branco oggi hanno 25 anni.

Sul fronte civile, tutti dovranno risarcire il danno, nel contesto di una causa, appunto, civile. Già ora, però, sono state stabilite due provvisionali: 6mila euro per Mattia Polisena e 3mila per la fidanzata Rossella Setti. Uno del branco si trova già in carcere, gli altri sono soggetti a misure, tra cui domiciliari, e obbligo di firma.

I FATTI

Pasqua 2019. Mattia Polisena e la fidanzata Rossella Setti trascorrono una tranquilla serata al Mattatoio di via Rodolfo Pio, pieno centro città. Si fa tardi e la coppia decide di andare a casa, avviandosi a piedi lungo via Bellentanina, la piccola strada pedonale che congiunge via Pio a viale Carducci. Qui avviene l’aggressione. Mattia viene buttato a terra e ricoperto di pugni e calci: una vera e propria mattanza durante la quale continua a ricevere botte in faccia. Ma interviene lei, Rossella, campionessa di Muai Thay, una disciplina delle arti marziali, ed educatrice cinofila. Lo difende con tutte le sue forze e, nonostante il branco le spacchi una bottiglia di vetro in testa, ha ugualmente la forza di placcare un delinquente permettendo alla Polizia di catturarlo. La Mobile identificherà tutti gli altri componenti del branco, alcuni dei quali, al Ramazzini avevano cercato di recitare la parte delle vittime, ovviamente senza convincere agenti e personale medico.

LE REAZIONI

Carpi rimase profondamente scossa da quella notte. E dal fatto che se Rossella non fosse stata campionessa di arti marziali, l’epilogo avrebbe potuto essere diverso. Tanto più che non c’è stato nessun dialogo tra aggressori e vittime. Il bottino è consistito in pochi spiccioli e un telefonino, ma la ricostruzione effettuata in seguito rivela che il agiva in preda a cocktail di alcol e farmaci che li rendevano ancora più pericolosi e aggressivi.

È plausibile che dopo la condanna gli imputati ricorreranno in appello. —



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