Spezzano. Villa Campori in vendita a 4,7 milioni di euro «Un luogo magnifico al centro della storia»

La residenza di Spezzano ha una trentina di stanze, un parco di 25mila metri quadrati e all’interno vanta ancora affreschi di alto profilo 

la curiosità

FIORANO


«Questa villa l’ho visitata e luoghi di questo tipo sono interessanti perché testimonianze delle dimore fuori porta delle importanti famiglie modenesi, i Coccapani, i Rangoni Machiavelli, i Pignatti Morano e in questo caso i Campori». Lo storico dell’arte Leonardo Piccinini introduce così la vendita di una delle ville nobiliari più importanti del territorio emiliano: villa Campori, a due passi dal Castello di Spezzano e dalle salse di Nirano.

L’ampia struttura - composta da una trentina di stanze affiancate a un parco di 25mila metri quadrati con querce secolari e alberi di alto fusto - è in vendita a 4,7 milioni di euro presso l’agenzia Paolo Casati di Milano. Visitarla, come spiega Piccinini, vuole dire immergersi davvero in una atmosfera di altri tempi, quelli di ’700-’800, quando i nobili lasciavano i palazzi di città e si recavano al fresco nell’area della collina. Seguivano la corte ducale che si trasferiva alla Reggia di Sassuolo, in uno dei palazzi barocchi affrescati più belli d’Europa.

Il maniero di Spezzano in vendita è ampio 1650 metri quadrati, si sviluppa su vari piani e ancora impressiona per ampiezza e qualità. Soprattutto nella parte interna sono ancora integre le numerose decorazioni artistiche, pitture su muro di soggetto mitologico e laico che fanno il paio con i pavimenti anch’essi in parte antichi. Insomma, un paradiso per gli appassionati e un luogo che si spera visitabile in futuro.

«Ora arriverà forse un nuovo acquirente - continua Piccinini - e la vendita non è certo un problema, visto che naturalmente è impossibile che tutti i luoghi storici siano pubblici. Luoghi come questo, però, proprio nei tempi che stiamo vivendo, sono importantissimi perché permettono di fare un turismo di prossimità. Le persone, i cittadini, possono riappropriarsi della propria storia, ovviamente se c’è qualcuno che sa comunicarla a dovere raccontandone le storie spesso appassionanti. Insomma, serve lo story telling: se puntiamo un compasso con al centro Villa Campori vediamo come a pochi chilometri ci sia Maranello con l’icona del contemporaneo Ferrari, il castello di Spezzano, il Santuario di Fiorano fatto dal medesimo architetto del Ducale di Sassuolo, la villa di Ciro Menotti purtroppo abbandonata e che andrebbe recuperata, le salse di Nirano se vogliamo allargare il discorso alla cultura ambientale. Ancora troppo spesso però ogni territorio agisce per proprio conto invece di comunicare tutto insieme, su internet o tramite podcast. Del resto ti appassioni a qualcosa solo se lo conosci».

L’edificio forse settecentesco a metà del XIX secolo entrò nei possedimenti del Conte Bulgarini Visconti di Mantova che nel 1859 ne fece dono alla figlia Marianna andata in sposa al marchese Carlo Campori. Ecco dunque che entra nel patrimonio Campori, una delle famiglie più importanti di Modena, collezionisti di arte antica con sontuoso palazzo in via Ganaceto, distrutto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. In occasione delle nozze Campori-Visconti la villa venne ristrutturato da un ingegnere locale, Spezzani, che la decorò in uno stile vagamente pompeiano. Per questo gli interni sono ancora ben tenuti, fanno il paio con la buona qualità conservativa degli esterni e soprattutto dell’amplissimo parco. Tutti i 1650 metri quadrati del grande immobile sono utilizzati come residenze mentre nel corpo laterale, un tempo destinato all’attività agricola, sono stati realizzato quattro appartamenti e a piano terra esiste ancora l’abitazione del custode e giardiniere. —