Luca Toni e la moglie legati e aggrediti per un bottino di una decina di Rolex

I banditi armati sono entrati, hanno bloccato tre donne, isolato i bambini e aspettato in casa il ritorno del proprietario

CASTELNUOVO La moglie è stata colpita con il calcio della pistola alla testa, così come Luca Toni, che ha pure ricevuto una manganellata alla gamba per evitare ogni reazione.

Il bilancio della serata di terrore a casa del campione del mondo, nella sua villa di Montale, dà conto della lucidità e della ferocia con cui la banda ha operato perfettamente consapevole di quello che avrebbe trovato una volta scavalcata l’alta recinzione della casa di là dalla Nuova Estense.



Le ricostruzioni sono necessariamente frammentarie anche perché i carabinieri, comprensibilmente, sono abbottonatissimi sulle indagini. La famiglia dal canto suo è sotto choc. L’unica comunicazione ufficiale è affidata alla pagina Instagram di Toni in cui conferma l’episodio dandone i principali elementi ma chiedendo al contempo rispetto e riservatezza su una vicenda così dolorosa e delicata.

Nulla dice di quello che hanno patito. Da quanto trapelato, i malviventi sono entrati in casa attorno alle 19.30, scavalcando la recinzione in un punto in cui non erano visibili dalle telecamere di sorveglianza. Sono penetrati in casa in tre, con il cappuccio sul volto e le armi spianate: due con pistole in mano e un terzo col manganello. Davanti a loro tre donne terrorizzate (la moglie Marta, la madre di lei e la domestica) e i due figli piccoli della coppia: «È una rapina - hanno detto gelidamente - aspettiamo Luca Toni. Non fateci problemi se no è peggio». Così li hanno tenuti sotto tiro, senza scomporsi, sino a quando a casa non è rientrato il calciatore, ignaro di tutto. Del resto il servizio di vigilanza non gli aveva comunicato nulla, non accorgendosi dell’intrusione.

Luca Toni sulle prime è rimasto incredulo. Poi, col fisico che ha, avrebbe anche accennato a una reazione nei confronti del ladro sulla porta. Ma quando un altro gli ha puntato una pistola alla tempia, ha capito che era meglio cedere, per il bene di tutti. Tra le minacce e gli strattoni, ha consegnato i valori che aveva in casa: una decina di orologi, altri oggetti d’oro e un migliaio di euro in contanti.

Prima di andar via i malviventi, dopo quasi due ore di autentico terrore, hanno legato e immobilizzato con del robusto nastro adesivo i quattro adulti, per impedire loro di chiamare le forze dell’ordine. Ma sono fuggiti per un soffio: una vicina infatti si era insospettita vedendo aggirarsi in strada l’auto scura del quarto uomo con una targa a cui mancavano degli elementi. Ha chiamato i carabinieri, che sono arrivati appena un quarto d’ora dopo la fuga. In forze, subito hanno iniziato la caccia alla grossa auto scura dalla targa strana. Quasi che fosse stata appiccicata per il passaggio a Montale in caso di controlli delle camere ai varchi delle strade. Una prova in più di quanto la banda abbia colpito il campione dopo un’accurata preparazione della rapina. E gli altri eventuali i complici? Le indagini sono in corso. —