Modena Focolaio all’anagrafe, dipendenti in isolamento Ieri 140 casi e 2 decessi

Continua la crescita dei contagi in provincia, ma 138 pazienti sono a casa Bonaccini: «Regioni poco ascoltate sulle nuove misure, ma ora serve unità»



Centoquaranta nuovi contagi, due decessi e un possibile focolaio all’anagrafe del Comune di Modena. Nel giorno in cui il Paese ha adottato misure estremamente restrittive per contrastare l’epidemia da Covid-19, anche a Modena il virus ha continuato a diffondersi. Partendo dal bollettino quotidiano, sono stati ben 140 i modenesi che ieri sono risultati positivi al tampone, anche se 138 stanno bene e sono attualmente in isolamento domiciliare, mentre due persone sono state ricoverate (non in Terapia intensiva, dove sono attualmente ricoverate 7 persone). Per quanto riguarda la scuola, sono 11 le persone - tra ragazzi e operatori - risultate positive. Dal punto di vista della distribuzione territoriale dei contagi, 36 casi riguardano il capoluogo, 16 sono stati registrati a Formigine, 11 a Castelfranco, 10 a Finale e 9 a Sassuolo, mentre gli altri Comuni hanno numeri più contenuti. Due i nuovi decessi registrati ieri: si tratta di un 80enne residente in città, ospite della Cra Villa Parco di Modena, e di una 98enne di San Cesario.


Contagi che hanno riguardato anche gli uffici dell’Anagrafe del Comune di Modena: nei giorni scorsi, infatti, alcuni addetti del servizio sono risultati positivi al tampone, portando l’Azienda sanitaria a optare per l’isolamento domiciliare per diversi dipendenti della struttura di via Santi, in attesa dell’esito dei test. Di conseguenza, da oggi a mercoledì l’anagrafe sarà accessibile al pubblico solo per le denunce di nascita e di morte, le autorizzazioni alle esequie e l’attività dello Stato civile. Gli appuntamenti prenotati per residenze, carte d’identità, tessere elettorali e atti notori verranno rinviati ai prossimi giorni. Per quanto riguarda la riapertura, sulla base dei risultati sarà possibile riorganizzare il servizio per il pubblico solo a partire da giovedì. Nel frattempo, i locali dell’anagrafe, a titolo cautelativo, saranno sottoposti a una nuova sanificazione.

Un appello all’unità è arrivato ieri dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, che ha anche commentato il nuovo decreto: «La lotta al virus richiede il massimo di unità - ha scritto il governatore sul suo profilo Facebook - come Regioni abbiamo espresso le proposte e valutazioni nelle sedi opportune e, in ogni caso, le nuove misure di contenimento segnalano lo stato di emergenza in cui siamo, e che richiede un comportamento responsabile da parte di tutti. Se è vero che le terapie intensive, in particolare nella nostra Regione, non sono sotto stress (anche perché le abbiamo già rafforzate nei mesi scorsi), è altrettanto vero che i reparti degli ospedali si stanno nuovamente affollando di molti ricoveri per Covid, impedendo il recupero delle liste d’attesa per le altre prestazioni e rallentando nuovamente l’attività programmata per le altre patologie. Un fatto di cui si parla troppo poco. Per garantire il massimo di sicurezza delle attività aperte - penso in particolare alle scuole e alle imprese - intensificheremo ulteriormente l’attività di screening, già potenziata nei mesi e nelle settimane scorse».

Per quanto riguarda il decreto, il presidente fa notare che «il Dpcm contiene molte nuove restrizioni, alcune delle quali forse non pienamente coerenti tra loro. Sulle modalità di alcune chiusure ritengo non vi sia stato sufficiente ascolto delle proposte che abbiamo avanzato come Regioni, ma lo ripeto: è il momento dell’unità e non aggiungo le mie considerazioni, che ora sarebbero inutili e fonti solo di altrettanto inutili polemiche. Sottolineo invece la necessità che a provvedimenti restrittivi facciano seguito controlli rigorosi: è importante che tutti comprendano l’importanza del rispetto delle regole e il prezzo che l’irresponsabilità di alcuni può far pagare a tutti. Nella giornata di oggi, peraltro, valuterò con la mia giunta l’impatto dei provvedimenti e l’opportunità di assumere alcune, circostanziate misure, per la parte che ci compete.

È infine altrettanto importante - chiude Bonaccini - che le categorie maggiormente colpite dai provvedimenti restrittivi trovino risposte economiche adeguate e tempestive, come annunciato dal governo, altrimenti non potranno resistere, stremate come sono da mesi di blocco e poi di parziale e difficile ripresa. Penso ad esempio ai ristoratori e ai gestori di pubblici esercizi, di discoteche e sale da ballo, di palestre e piscine, di società sportive o di attività ricreative, di intrattenimento, di eventi. Penso al mondo della cultura, in crisi drammatica. Sono attività molto importanti per le nostre comunità e soprattutto è lavoro. Troppi professionisti, esercenti o artisti sono a reddito zero da molti mesi. Come Regione faremo la nostra parte perché non restino senza voce e senza risposte, mettendoci anche del nostro se necessario». —



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