Modena, anche la scuola in piazza «No alle lezioni a distanza»

Manifestazione di genitori, prof e studenti: «Ci negano un diritto costituzionale» Alla mobilitazione aderisce anche il mondo dell’associazionismo e della cultura

MODENA. Il movimento modenese di “Priorità alla scuola” che comprende genitori, insegnanti e studenti, che credono nei valori della scuola in presenza, oggi alle 18 scende in piazza Grande per una manifestazione pacifica nel rispetto delle norme di distanziamento.

All’iniziativa contro il Dpcm hanno aderito importanti realtà del mondo della scuola, della cultura, dello sport, dei sindacati e dell’associazionismo, che si sono viste costrette a bloccare da un giorno all’altro tutte le proprie attività costringendo i ragazzi delle superiori alla didattica a distanza per almeno il 75%. «In queste ore si gioca una partita fondamentale per la scuola - dichiara Manuela Ciambellini, portavoce del gruppo “Priorità alla scuola Modena”- Noi crediamo che già il 75% di DAD sia intollerabile! Rimandare studenti e studentesse a casa significa privarli di un diritto costituzionale, farli tornare nelle proprie disuguaglianze. Ci siamo uniti assieme in piazza perché non dobbiamo cadere nel gioco di far guerra tra noi! Chiudere il mondo dell’associazionismo, dello sport, della cultura significa distruggere un patrimonio umano, professionale, volontario, che in questi mesi ha dimostrato di esserci e di riuscire a gestire la situazione investendo in sicurezza». Contraria a quanto prescrive il Dpcm è anche la segretaria Cgil Emanuela Gozzi: «Aderiamo alla manifestazione perché le misure contenute nel nuovo Dpcm intervengono in maniera tardiva, pesante non coerente e probabilmente inefficace. Tanto si sarebbe potuto e dovuto fare per difendere il diritto alla salute: uno su tutti il potenziamento del trasporto locale, prima di dover arrivare ad una progressiva sospensione delle attività didattiche in presenza, rischiando di falciare il diritto di tanti studenti all’istruzione e all’assunzione di misure che rischiano di mettere in ginocchio settori chiave della nostra società, come lo spettacolo, la produzione culturale, le attività sportive non professionistiche e la ristorazione. Sono decine di migliaia, nella nostra provincia, i lavoratori e le lavoratrici che rischiano di contare sulla propria pelle le conseguenze di queste scelte: per questo chiediamo tutte le coperture necessarie per non lasciare indietro nessuno». Ma delusi sono anche gli studenti sia delle scuole superiori che delle università, categorie maggiormente colpite dal provvedimento governativo «Come studenti e studentesse chiediamo di essere inclusi nelle decisioni che riguardano i nostri percorsi di studio, il nostro presente e il nostro futuro - dichiarano Morgan Bazalgette della Rete degli Studenti Modena e Alessio Dondi coordinatore Unione degli Universitari - crediamo che sia necessario mettere al centro la scuola come investimento economico e progettuale per rilanciare il Paese, visti anche gli ingenti sforzi compiuti da presidi e rettori per mettere in sicurezza scuole e università». A scendere in piazza saranno anche l'Arci, la Uisp, Porta Aperta e L'Arcigay, insieme alle tantissime associazioni culturali, teatrali e di promozione ambientale della città oltre ai circoli e alle associazioni sportive. «Poiché sono vietati i cortei - conclude Manuela Ciambellini- il ritrovo è fissato direttamente in piazza Grande alle 18, dove tutti i presenti saranno invitati a posizionarsi staticamente ad un metro di distanza l'uno dall'altro, indossando rigorosamente le mascherine. Fin da ora ci dissociamo dai possibili disordini che persone estranee a tutti gli aderenti alla manifestazione potrebbero causare. La nostra vuole essere una manifestazione totalmente pacifica che chiede ascolto e dialogo con le istituzioni».

 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi