Maranello. Mattarella scrive al palazzo “Grazie per l’Italia fiorita”

Il presidente della Repubblica plaude all’orto condominiale di via Vandelli 349 «L’aver ideato la sagoma floreale del Paese esempio di esperienza di vicinato»

MARANELLO  Da Gorzano al Quirinale, fin sulla scrivania di Sergio Mattarella. È arrivata fino a Roma la storia dell’Italia Fiorita realizzata lo scorso luglio in un orto condominiale in via Vandelli, al civico 349. Una piccola, ma al contempo importante iniziativa che ha raggiunto il Capo dello Stato il quale, con una lettera partita dalla sua segreteria, ha voluto inviare il proprio plauso allo “Stivale in fiore”, a chi l’ha realizzato e a tutti i residenti della palazzina che in questi mesi se ne sono presi cura.

Maranello. Il presidente Mattarella "Grazie per la vostra Italia in fiore"

Il Presidente della Repubblica, per iscritto, li «ringrazia per averlo reso partecipe della bella iniziativa promossa in occasione dell’emergenza sanitaria», trovando «degna di nota l’idea di allestire nel giardino condominiale la sagoma floreale dell’Italia, che vuole essere di buon auspicio per la rinascita del Paese e il ritorno alla normalità». Mattarella, ha poi espresso il proprio apprezzamento per come i condomini sono «riusciti a trasformare il lockdown in un’esperienza di vicinato solidale, consolidando nuovi e inediti legami sociali, portatori di un forte senso di comunità».

Ed è proprio questa l’aria che si respira in via Vandelli: un forte senso di condivisione. Ci sono Franco Rabacchi, che ha avuto l’idea, e la moglie Caterina, che lo ha aiutato a realizzarla: ma ci sono anche tutti gli altri che hanno collaborato, chi portando suggerimenti, chi idee, chi tempo, chi più semplicemente chiacchiere e compagnia. «Sono un grande appassionato di giardinaggio – spiega Rabacchi – e durante il lockdown ho iniziato a trascorrere il mio tempo prendendomi cura del mio orto. Poi Rita, una vicina, ha messo a disposizione il suo e mi è venuta questa idea».

La sagoma dell’Italia, ancora colorata nonostante la bella stagione sia terminata, fa capolino tra i palazzi, un po’ nascosta forse, ma ormai la sua storia ha fatto il giro del paese: «Se qualcuno vuole venire a vederla – continua Franco – noi siamo solo contenti. Mi piacerebbe che venissero dei bambini, magari delle scuole elementari, sarebbe un sogno per me».

Anche la signora Caterina, moglie di Franco, aveva un sogno: «Non so perché – dice – ma desideravo che la nostra storia arrivasse a Roma». E così è stato: «Ho deciso di inviare una raccomandata e allegare una foto scattata con un drone. Dopo una decina di giorni è arrivata la risposta. Non ci credevo, per me era impossibile, mi è venuto da piangere».

Da quando Rabacchi ha iniziato a realizzare l’opera, in via Vandelli tutto è cambiato, perché le dodici famiglie, che prima si conoscevano appena, hanno iniziato a farsi compagnia: «Abito qui da tre anni – dice Rita – prima non conoscevo nessuno, ora siamo tutti amici». E lo sa bene anche la signora Gina, che il suo 89esimo compleanno, ad agosto, lo ha festeggiato proprio lì, in cortile, insieme a tutti i suoi vicini: «Sono molto contenta, qui mi aiutano tutti, spero di festeggiare con loro anche i 90 anni. La prossima primavera avranno a disposizione anche il mio orto».

E poi ci sono Anna, Pina, Fabio, Rita e altri ancora, che raccontano dei momenti di condivisione trascorsi davanti all’opera: «Abbiamo iniziato a prendere un caffè insieme, a mangiare un pezzo di torta, a fare delle piccole feste, tutto grazie alla “nostra” Italia». «E la prossima primavera – svela Caterina– ci sarà una sorpresa in un altro orto». —