Modena Primo giorno di lockdown ed è subito spaccata «Fa venire da piangere»

«Primo giorno di lockdown dalle 18 in poi per i bar e subito una spaccata. Come se non bastasse il danno commerciale, ora arrivano anche i ladri. C’è veramente da mettersi a piangere».

È la voce incredula di Salvatore Fersini, gestore del S.Agostino Bistrot all’angolo tra via Emilia e via Ramazzini, costretto ieri mattina alla riapertura a fare i conti con un’amarissima sorpresa: la vetrina rotta nel lato di via Ramazzini da visitatori che una volta all’interno hanno puntato dritto al registratore di cassa svuotandolo dei 150 euro circa contenuti, tra contante e monete. È avvenuto lunedì alle 22.30: con una mazzetta hanno dato un colpo preciso al centro del vetro, così da farlo venire giù. Ovviamente è scattato subito l’allarme, e hanno dovuto fare le cose in fretta: classica toccata e fuga. Al punto da lasciare un risvolto che fa sorridere: nel correre via con il bottino in mano hanno lasciato una scia di monete, da cui si è capito bene che direzione avevano preso. In due minuti sicurezza e forze dell’ordine erano già lì, ma ormai i ladri si erano volatilizzati.


Lo strascico dell’episodio è pesante: non per il maltolto, una cifra bassa alla fine, ma per il momento in cui arriva, approfittando della primissima finestra “utile” di stop dell’attività, legato alla chiusura anticipata anti-Covid. Beffa nella beffa, non è la prima volta che capita a Fersini: «Mi è successa l’identica cosa a marzo con l’altro lockdown - ricorda amaro - nel primissimo giorno di chiusura di un’altra nostra attività, lo Smile Cafè dei Torrazzi». Qui in S.Agostino Fersini ha aperto solo a gennaio, con tanto entusiasmo subito gelato dall’arrivo dell’epidemia e dal “chiudete tutti”. Adesso la nuova doccia fredda in un momento particolarissimo: «Già il morale è a terra per queste restrizioni che con la chiusura alle 18 ci mettono in una difficoltà mostruosa - commenta - poi se arrivano i ladri... Ci vuol niente ad abbattersi adesso, e devo dire che il peso morale di questo colpo l’ho sentito tutto». —