Bonaccini e l'emergenza in Emilia Romagna «Ogni ricoverato per il Covid sottrae cure e letti ad altri malati»

Il governatore sottolinea l’importanza della prevenzione: «Andiamo meglio degli altri, ma non siamo un’isola felice» 



«Ci sono circa 17mila casi attivi, 103 pazienti in Terapia intensiva: il 16% dei posti disponibili, ma erano quattro poche settimane fa. E ci sono, soprattutto, 934 ricoverati nei reparti Covid: numeri lontani da quelli della primavera scorsa, ma in aumento ogni giorno».


Ieri il presidente della Regione Stefano Bonaccini è intervenuto in Assemblea legislativa, illustrando la situazione Covid in Emilia Romagna. Nella sua relazione ha parlato di una «persistente e preoccupante emergenza sanitaria. Il virus circola più rapidamente di quanto accadesse nei mesi estivi». Serve dunque, secondo il governatore, «un salto di qualità nella risposta», con «misure più stringenti di distanziamento e un potenziamento dello screening». E ha dipinto un altro aspetto grave: «È bene usare parole di chiarezza: per ogni persona in più positiva che deve essere ricoverata per Covid, circa 120 due giorni fa, ce ne sono altrettante che debbono stare fuori e non possono curarsi per altre patologie». Come ad esempio coloro che attendono operazioni chirurgiche programmate. Tuttavia a differenza della prima ondata, stavolta l’Emilia-Romagna ha un vantaggio di settimane rispetto ad altre regioni, e «questo ci consente ancora di organizzare una risposta di prevenzione e contrasto più efficace». Ma, avverte ancora Bonaccini, «il contagio sta avanzando anche qui, con la percentuale dei positivi sui tamponi effettuati saliti nell’ultima settimana dal 4% a poco più del 6%. Era l’1,1% un mese fa. Due giorni fa eravamo al 6,5%, con la media nazionale quasi al doppio. Attenzione però, non siamo un’isola felice». C’è poi il tema dei centri commerciali: «Il mio timore è che, a fronte di un provvedimento di chiusura già varato dalla Lombardia, possano riversarsi nei territori di confine cittadini lombardi. Analoga preoccupazione è stata espressa dagli amministratori locali piacentini, non essendo prevista alcuna norma che limiti gli spostamenti tra territori». Bonaccini ha anche annunciato aiuti per 10 milioni per i ristori: «Riunirò associazioni d’impresa e amministratori locali, per concordare misure di sostegno per pubblici esercizi, gestori di palestre e piscine, attività di promozione sociale del Terzo settore, e ad altre categorie che già da mesi erano in una sospensione di fatto. Penso al mondo della cultura». Infine il Mes che per Bonaccini resta una priorità. E proprio di Mes si è parlato ieri nella Conferenza socio-sanitaria territoriale. Con i 324 milioni che toccherebbero a Modena (188 milioni all’Ausl e 136 all’Azienda ospedaliero-universitaria) si programmerebbero interventi sugli ospedali, il potenziamento delle Case della salute e l’ammodernamento delle strutture edilizie. E sarebbero così distribuiti: nel distretto di Carpi per quasi 130 milioni, in gran parte dedicati al nuovo ospedale, poi 31 milioni a Mirandola, 23 a Modena, 6 a Castelfranco, 13 a Pavullo, 10 a Vignola e 12 a Sassuolo, di cui 5 destinati all’ospedale.

I NUMERI DI GIORNATA

Sul fronte dei contagi resta forte l’allarme. Ieri a Modena 280 nuovi casi, di cui 174 sintomatici. Il che ha portato a un altro innalzamento dei pazienti in Terapia intensiva che da 11 sono diventati 16, più altri 24 ricoveri in reparti Covid. Tenendo presente che i nuovi guariti sono 18, nel Modenese i casi attivi superano quota 2mila: 2.088. L’Ausl ha predisposto l'isolamento domiciliare per alunni e personale scolastico nelle seguenti scuole: asilo Carovana di Modena (una sezione), asilo San Geminiano Modena (una sezione), medie Ferraris Modena (una classe), asilo Angeli Custodi Campogalliano (1 sezione) e primaria Marconi Castelfranco (1 classe) e asilo nido Momo a Casinalbo (1 sezione). In Emilia-Romagna sono 1.212 i nuovi positivi su oltre 21mila tamponi. Dei nuovi contagiati sono 582 gli asintomatici. L’età media dei nuovi positivi è di 43,3 anni. La situazione dei contagi nelle province vede quella di Modena con 280 nuovi casi, poi Bologna (222), Reggio Emilia (171), Rimini (114), Ravenna (96), Piacenza (91), Parma (75). I decessi sono stati 14, di cui 2 a Modena (uomini di 80 e 81 anni). I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 119 (+16), 999 quelli in altri reparti Covid (+65).

ANAGRAFE MODENA

Da oggi l’anagrafe di Modena in via Santi 40, dove si era verificato un focolaio, è di nuovo accessibile al pubblico pur con alcune limitazioni. Al momento, infatti, sulla base degli esiti dei tamponi effettuati ai dipendenti, negativi in oltre una ventina di casi, non è ancora possibile ripristinare tutte le attività. I locali sono stati sottoposti a una nuova sanificazione e sono stati riorganizzati i servizi in funzione dell’accoglienza degli utenti. —



La guida allo shopping del Gruppo Gedi