Gls Modena, i positivi salgono a 22 «Così nessuno è tutelato»

MODENA «Siamo portatori di virus». I lavoratori Gls continuano a protestare. A decine ieri si sono astenuti dal lavoro. Chiedono garanzie sulle sanificazioni e soprattutto sui tamponi. «Abbiamo fatto una protesta per poterli fare - ricorda il delegato sindacale del Si Cobas Saqib Javed - e una volta che li hanno fatti sono stati scoperti nuovi casi. Ci sono 22 persone accertate e non si sa quanti ne restano. Siamo più di 130 persone e devono fare ancora tamponi ad altri 36. Lavoriamo nella paura». Il sindacato chiede risposte al sindaco Gian Carlo Muzzarelli, al servizio di Prevenzione e Sicurezza degli ambienti di lavoro, all’ufficio del Lavoro presso la Provincia.

Covid, dipendenti positivi alla Gls: scatta la protesta: non siamo tutelati

«Gli unici che ci hanno dato un appuntamento sono quelli dell’Ausl», riconosce Enrico Semprini, coordinatore provinciale del Si Cobas. In attesa di un appuntamento, i lavoratori percepiscono un clima d’incertezza. «Non si sa mai chi sia positivo e chi no - riprende Javed - Siamo messi malissimo. Una settimana fa ho fatto il tampone e ancora non so se sono positivo o negativo».

L’azienda si difende. Nella risposta al sindacato precisa di aver messo a disposizione dei dipendenti disinfettanti e mascherine, misurando la temperatura corporea all’ingresso. «Oltre alla sanificazione programmata degli ambienti di lavoro (regolarmente eseguita) confermiamo che il 26 ottobre è stata realizzata una sanificazione straordinaria degli ambienti - si legge nella risposta - Sono stati eseguiti inoltre tamponi su quasi tutti i lavoratori e, per quanto riguarda i restanti, gli stessi dovranno effettuarlo secondo le indicazioni fornite dall’Asl».

La ditta ribadisce l’applicazione «di tutti i Dpcm e i provvedimenti emanati dalle autorità competenti». Fa inoltre sapere che è in atto «il massimo impegno di tutti nell’attuale situazione di emergenza sanitaria». Rassicurazioni che però non rasserenano gli animi di decine di lavoratori, ieri uniti nella protesta.

«Siamo portatori di virus - sottolinea Javed - e giriamo per tutta la provincia. Vediamo più di cento persone tutti i giorni. Non si sa mai dove puoi portare il virus». «I lavoratori non vogliono andare a lavorare in queste condizioni - riprende Semprini - senza sapere nemmeno com’è la situazione. Chiedono l’astensione motivata, ma la risposta dell’azienda è che queste assenze non sono giustificate e quindi non verranno pagate». Il coordinatore anticipa che potrebbe essere percorsa la strada di una denuncia alla Medicina del lavoro. «Non riteniamo fondamentale denunciare - rimarca Semprini - ma lo faremo anche se necessario. Chiediamo la tutela dei lavoratori e della salute pubblica». —

G.F.

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