Modena È già iniziata la demolizione del capannone incendiato in via  S. Anna

Il fuoco cova ancora nella montagna di merce del bazar, che va smassata Il figlio del titolare: «Vogliamo ripartire subito, aiutateci a trovare un’altra sede»

MODENA A tre giorni dallo scoppio dell’incendio, continua a bruciare il Centro S.Anna, complesso di capannoni all’angolo tra la strada omonima e via delle Suore. Nell’enorme quantità di materiale all’interno del bazar Mokhtar covano ancora le fiamme, col rischio di una ripresa. Per questo ieri si è deciso di insistere nelle operazioni giocando d’anticipo: iniziando le demolizioni.

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Alle 14.30 sono entrate in azione le ruspe della Baraldi per il primo step: l’abbattimento della parete divisoria tra il capannone del bazar e quello a fianco della Logo Pubblicità. Così da permettere ai vigili del fuoco di accedere da dietro alla montagna di materiale ancora in combustione, e quindi di iniziare a smassare. Ce ne sarà almeno per un paio di giorni, decisamente pesanti da affrontare: la movimentazione infatti farà liberare un’altra grande quantità di fumo.

Per questo anche ieri i tecnici Arpae erano sul posto, continuando l’analisi della qualità dell’aria nel quartiere tramite i cinque rilevatori posizionati nei giorni scorsi. Mano a mano che verrà messa in sicurezza l’area, si procederà poi alla demolizione di tutto il capannone frontale del bazar: 500 metri più 100 di uffici. Anche senza i risultati della perizia strutturale infatti è evidente che un fabbricato con una voragine sul tetto e una parete demolita diventa irrecuperabile. Forse si potrà salvare il capannone 2 del bazar, quello laterale, ma intanto è stato svuotato del materiale rimasto. Abderrahim Ouldbelaid, figlio di Mokhtar, ha dormito lì anche la notte scorsa, in macchina, per vigilare.

«Non ha più senso per noi stare qui - sottolinea - per il ripristino degli ambienti serviranno mesi, se non anni. Stiamo cercando un posto per ricominciare con l’attività, ma non è facile da trovare. Se Comune o Provincia ci potessero aiutare, sarebbe importante. Perché noi comunque vogliamo rialzarci e ripartire: lo dobbiamo a dipendenti, clienti e fornitori, che ci continuano a chiamare».

E dopo la demolizione del bazar, cos’altro sarà da abbattere? «Dipenderà dalla perizia statica dell’ingegnere - spiega Luigi De Montis, amministratore di condominio - in questo momento non siamo in grado di dirlo». Chiaro che la demolizione della parete che separava la Logo dal bazar allunga il percorso di rientro anche della ditta di pubblicità, che dovrà parimenti organizzarsi per ripartire altrove. La confezioni abbigliamento Ira invece spera di poter rientrare presto in una porzione del suo capannone. L’unico che è riuscito a ripartire per ora è il fioraio Mauro Cintori della Cocconcelli, nonostante i danni subiti dalla merce.

Per i vigili del fuoco intanto la scorsa è stata la terza notte al lavoro sulla scena del disastro. —


 

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