Modena Ancora i paletti della discordia «Sono inutili e pericolosi»

Anche la Fiab stronca la scelta del Comune: «Ostacoli che riducono l’utilizzo» Dopo le polemiche, oggi il sindaco Muzzarelli incontrerà i cittadini di Modena Est

«Porre ulteriori ostacoli sullo spazio pubblico è una scelta estrema perchè condiziona e ne riduce l’uso». Non piacciono nemmeno alla Fiab - l’associazione che difende gli amanti della bicicletta e promuove l’utilizzo delle due ruote “dolci” - i paletti di Modena Est che piano piano stanno spuntando anche in altre zone della città, da viale Moreali a viale Corassori, tanto per citare due casi recenti.

«L’assessora Filippi - prosegue Fiab - dichiara che la recente semina di paletti in città serve alla sicurezza di pedoni e ciclisti e che a Modena Est vi era una “promiscuità pericolosa per gli utenti più deboli; per questo abbiamo deciso di interrompere questa convivenza ed i paletti erano l’unica soluzione possibile».


La critica è proprio nel merito di una scelta che, stando a Fiab, evidenzia altri problemi: «Stupisce che un assessore alla mobilità sostenibile non cerchi di favorire la convivenza di utenti diversi nello spazio pubblico, ma forse questa scelta deriva anche dall’esigenza di ridurre l’adeguamento e la manutenzione costante della segnaletica verticale ed orizzontale; assicurare al Comune l’autotutela amministrativa in caso incidente o di contenzioso; ridurre i compiti di controllo da parte della Polizia Locale. Del resto in questi mesi, sempre per auto tutelarsi della scarsa manutenzione delle pavimentazioni di ciclabili e marciapiedi, sono stati installati cartelli di “strada deformata o dissestata anche per pedoni e ciclisti».

L’attacco ai paletti è frontale anche per una questione di sicurezza (basta percorrere quelle ciclabili per capire che quei paletti sono veri e propri ostacoli): «Nel frattempo si posano nuove strutture inutili e pericolose per tutti, che vengono spesso divelte da conducenti distratti, da macchine operative e spazzaneve. Lo testimoniano le cattive condizioni in cui versano molti cartelli stradali e numerosi porta biciclette».

Per Modena Est si potrebbero trovare altre soluzioni, come ad esempio l’ipotizzare una strada urbana promiscua che il Codice definisce F- bis, «destinata prevalentemente alla percorrenza pedonale e ciclabile e caratterizzata da una sicurezza intrinseca a tutela dell'utenza debole della strada. Ma vi potrebbero essere anche altre soluzioni più soft, da ricercare con il contributo dei residenti e delle associazioni come la Fiab, che rappresenta chi pedala ogni giorno». Oggi, intanto, l’incontro tra Muzzarelli e i cittadini. —

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