Modena, matrimonio diviso in quattro tappe per rispettare le norme contro il contagio

Marco Moscatti ed Elena Bursi: «Non ci siamo arresi dopo il rinvio dovuto al lockdown e l’imposizione del limite ai 30 invitati» 

MODENA. In principio è stato il lockdown a rimandare il loro matrimonio. Poi si sono aggiunte le nuove regole che imponevano un massimo di 30 invitati alle cerimonie a rendere più complicata la sfida. Ma l’amore di Marco ed Elena è stato più forte del Covid e... si è moltiplicato per quattro. Le nozze, caso più unico che raro, sono state un evento non stop di un weekend con due pranzi e due cene. I 120 invitati, sono stati infatti suddivisi in 4 ricevimenti, il 24 e il 25 ottobre. Gli sposi hanno così tagliato quattro torte, trasformando la loro unione in festa collettiva per amici, operatori dell’indotto, tutti locali, i quali hanno realizzato “opere d’arte” , come dicono gli sposi. Ma riavvolgiamo il nastro. Gli sposi si chiamano Marco Moscatti ed Elena Bursi, entrambi 31enni, fidanzati dal 2012. Amministratore delegato alla Tec Eurolab di Campogalliano lui, tecnico ambiente e sicurezza della ceramica Marca Corona a Sassuolo lei, gli sposi risiedono a Modena.

«Avevamo deciso di sposarci il 21 marzo - raccontano - primo giorno di primavera. Il viaggio di nozze avrebbe dovuto essere in Giappone, per la fioritura dei ciliegi. Poi è arrivato il lockdown e abbiamo dovuto giocoforza rimandare. È seguito un periodo tosto, anche sul fronte lavorativo, da riadattare alle nuove esigenze, ma la scorsa primavera abbiamo fissato una nuova data: il 24 ottobre. Pianificando, abbiamo considerato di realizzare due eventi, a pranzo e a cena, per rispettare le norme di sicurezza, rinegoziando con i fornitori e inviando ancora le partecipazioni, stavolta in formato digitale, ai 120 invitati». Poi la nuova regola. «Due settimane prima del matrimonio è scattato l’obbligo a ridurre i ricevimenti a 30 posti - spiegano gli sposi - Tanti ci dicevano che gli invitati avrebbero capito se avessimo ritirato l’invito, ma noi siamo stati accanitissimi nel voler coinvolgere tutti. Così abbiamo deciso di chiedere se i fornitori sarebbero stati disponibili anche domenica 25. Abbiamo incassato il sì di tutti e riscontrato disponibilità immensa. La nostra decisione ha creato un entusiasmo fortissimo che ci hanno trasmesso i nostri ospiti, suddivisi nei 4 ricevimenti con criteri precisi. Il primo pranzo è stato dedicato ai parenti, la prima cena agli amici storici. Il pranzo della domenica abbiamo festeggiato con colleghi e amici di famiglia e la seconda cena con gli amici del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria. Il risultato è stato un matrimonio infinitamente più bello di quello che si sarebbe potuto officiare a marzo. Inoltre, doveva piovere e invece sono state due giornate dal clima bellissimo».


«Vorremmo ringraziare tutti i “nostri compagni di viaggio” - sottolineano Marco ed Elena - don Antonio Lumare che ci ha sostenuti molto e ha reso speciale il nostro matrimonio, celebrato nell’incantevole cornice del Santuario di Fiorano. Il catering Muzzarelli di Sassuolo, la famiglia Sghedoni, proprietaria di Villa Vigarani Guastalla, che non ha chiesto nulla per il secondo giorno. E poi Stefano Torreggiani di Modena per il servizio fotografico. Marilena Zambelli, la nostra wedding planner, che ha organizzato due matrimoni senza aumentare il budget iniziale». L’abito di Marco è stato realizzato da Messori, mentre quello di Elena da Boutique Alba. Ulteriore dettaglio di territorialità, le bomboniere: bottigliette di aceto balsamico tradizionale di Modena, direttamente dall’acetaia della famiglia Moscatti. Un’altra chicca: gli ospiti tra una portata e l’altra hanno visitato una mostra di quadri d’arte russa, proveniente dalla famiglia di collezionisti milanesi di Cristina Frua De Angeli, allestita nella villa per il matrimonio. Ora gli sposi si stanno godendo la meritata luna di miele in Portogallo. «Con il ricordo di due giornate indimenticabili celebrate proprio sul filo del rasoio, prima del divieto totale ai ricevimenti entrato in vigore lunedì». —
 

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