Modena. Protesta no lockdown tra insulti e risse. Scontro con una gang e spunta un coltello

La manifestazione di ieri sera in Piazza Grande si è trasformata in corteo in centro lungo la via Emilia

Modena. Insulti, un corteo paralizza-traffico, uno scontro fisico e una persona minacciata con coltello. La manifestazione organizzata ieri sera in centro dai No Lockdown Emilia Romagna è andata decisamente oltre, lasciando un gran brutto segno. Non solo per responsabilità dei manifestanti ma anche per un imprevisto di percorso. Che però non ci sarebbe stato se si fosse scelto un taglio meno d’impatto per la protesta, con tanto di corteo lungo la via Emilia.

Modena, manifestazione in piazza Grande contro il lockdown con momenti di tensione



E dire che era cominciata abbastanza sottotono: alle 18 in Piazza Grande non c’erano più di 70 persone. Poi via via ne sono arrivate altre fino a raddoppiare quasi. Comunque un colpo d’occhio molto contenuto, a guardare ai 5mila e passa iscritti al neonato gruppo Facebook, come in diversi hanno fatto notare tra i commenti della serata. L’inizio è stato abbastanza tranquillo, poi forse per l’intrusione di alcuni estremisti (sia di destra che di sinistra) i toni si sono scaldati. «Andiamo su dal sindaco!» ha gridato qualcuno, con corredo di bici lanciata a terra per far chiasso. Al che la Digos, che ha raccolto sotto la lente ogni dettaglio dell’accaduto con un monitoraggio continuo, ha invitato alla calma sottolineando più volte che i manifestanti non erano autorizzati.



In barba a questo, dal gruppo hanno pensato di alzare l’asticella con l’idea di sfilare in corteo. Il raggruppamento si è formato in S.Agostino e all’inizio ha subito uno stop, forse con un ripensamento. Ma poi c’è stato chi è voluto andare avanti e partenza è stata in direzione porta Bologna. Ovviamente con gran quantità di insulti al governo, e anche al sindaco. Ma soprattutto abbondanza di taglio negazionistico con slogan del tipo: “Lockdown assurdo, la pandemia è una gigantesca truffa”. E via dicendo. Comunque senza crisi particolari . Arrivati alla fine dei portici, i manifestanti hanno pensato di rientrare in Piazza Grande e qui è arrivato l’imprevisto.

All’altezza di piazza Mazzini si sono incontrati con una gang giovanile di ragazzini felpati e incappucciati. Un gruppo di una ventina di una banda che in città si è fatta la fama di attaccabrighe, in centro e non solo. Hanno cominciato a imprecare contro quelli dei corteo, con parole grosse. Ovviamente i manifestanti hanno risposto per le rime e gli animi si sono scaldati al punto che all’altezza della boutique Adani c’è stato un parapiglia con scontro fisico. La Digos è intervenuta subito, ma gli agenti erano pochi, e lo scenario piuttosto impegnativo. Anche perché i ragazzini hanno continuato a inseguire i manifestanti, cercando un secondo scontro. Che è arrivato: altro parapiglia, durante il quale uno dei no lockdown ha detto di essere stato minacciato con un coltello da un ragazzino. Alla fine di tutto è stato convocato dalla Digos per fare deposizione: con ogni probabilità scatterà una denuncia, anche se bisogna vedere quanto i ragazzini saranno riconoscibili dai filmati di vigilanza, dati i cappucci.

Poi però è finita lì, senza ferimenti: i no lockdown hanno continuato fino a raggiungere piazza Grande e i ragazzini si sono prontamente dileguati tra i vicoli che si affacciano sulla via Emilia, nella direzione di piazza Roma. Al rientro in piazza Grande, erano le 20 circa, i no lockdown si sono ritrovati a commentare l’accaduto un po’ spiazzati: «Quei ragazzini non c’entrano niente con noi» ha detto qualcuno. Nessuno si aspettava una tale evoluzione della protesta, ma è chiaro che quando ci sono eccessi da una parte e dall’altra, si va incontro agli imprevisti.

Così resta a ricordo dell’iniziativa una fotografia di scontri di taglio adolescenziale, abbondanza di insulti e un’ora circa di paralisi di traffico in centro. Quanto tutto questo sia di riflessione e aiuto nella strategia di lotta alla pandemia, è tutto da dimostrare. —
 

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