Quarantadue contagi tra operatori e ospiti alla struttura protetta Il Quadrifoglio di Carpi

Tamponi a tappeto dopo il riscontro della positività di un operatore Il presidente di Domus, De Vinco: «Situazione sotto controllo»  



Sono 42 i contagiati complessivi all’interno della casa di riposo “Il Quadrifoglio di Carpi. I tamponi sono stati effettuati in seguito al caso di positività al Coronavirus riscontrato su un operatore la settimana scorsa. Da quel momento sono scattate immediate le misure di controllo e di prevenzione a tutela di ospiti e operatori, per tracciare nel modo più dettagliato possibile la misura del contagio. E i risultati dei tamponi a tappeto sono arrivati fra martedì e ieri.


I contagi sono suddivisi tra anziani, 25 quelli risultati positivi al tampone, e operatori, 17. «Insieme all’Ausl stiamo cercando di adottare tutte le misure possibili per limitare al massimo il numero dei contagi - spiega il presidente di Domus, la cooperativa che gestisce la struttura protetta “Il Quadrifoglio” - Non appena saputo della positività di un operatore, abbiamo immediatamente disposto di separare dagli altri il nucleo nel quale ha lavorato. Per rinforzare il numero degli operatori, abbiamo disposto l’arrivo di personale da altre strutture. Siamo sostenuti anche dalla direzione de “Il Carpine”, struttura gemella del Quadrifoglio. Ovvio che ci sia molta preoccupazione: desideriamo però comunicare che stiamo facendo tutto quanto in nostro potere per garantire protezione agli ospiti e agli operatori».

De Vinco ricorda poi il numero complessivo degli operatori che lavora nella struttura protetta: «Gli operatori sono una cinquantina, mentre gli anziani sono 90. Per capire quale sia l’origine del focolaio sono è stata inoltre avviata un’indagine interna. Sono state predisposte tutte le misure di tracciamento dei contatti, indispensabili per chiarire chi potrebbe essere entrato in contatto con il caso in questione».

Già nei giorni scorsi, una volta saputo del primo operatore positivo, era stato disposto l’isolamento in un’ala ad hoc della struttura di un numero massimo di cinque ospiti, per i quali, naturalmente, era stato disposto il tampone. Contestualmente, anche un collega della persona positiva era stato allontanato al proprio domicilio.

Nel frattempo, la Società Italiana di Medicina Interna, il cui presidente è il modenese Antonello Pietrangelo, è impegnata nella presa in carico dei pazienti non-Covid cronici over 70, pluripatologici e fragili, che hanno ed avranno bisogno di accedere agli ospedali a causa di un aggravamento delle loro condizioni di salute legato all’inverno. La Simi rivolge un appello alle istituzioni, tra le quali il ministro Speranza, per chiedere che l’emergenza sia gestita anche fuori dalle terapie intensive: «Adeguiamo l’organico e i posti letto di Medicina interna che hanno avuto e avranno in carico la maggior parte dei pazienti Covid e i pazienti fragili multipatologici non - Covid». «La gestione di una pandemia - continua la lettera - richiede letti assistiti, ma non solo nelle terapie intensive, ovviamente indispensabili».

Per tornare a Carpi, è stata intitolata a Giorgio Grillenzoni, il titolare della Garc, mancato a causa del Covid, la nuova ambulanza donata dalle Terre d’argine e dall’azienda stessa al Servizio di Emergenza Territoriale 118. Il mezzo è stato acquistato grazie a una manifestazione di solidarietà collettiva: una raccolta fondi cui hanno aderito in tantissimi, nonostante il periodo di emergenza. —

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