Via Gallucci piange Cosimo  Lerna de Il Cavatappi «Un riferimento per tutti»

Il titolare de “Il Cavatappi” colto da malore nella sua casa in Rua Pioppa «Era un vero amico, sempre pronto a dare una mano in caso di bisogno» 

Un commerciante discreto. Un amico disponibile e sempre pronto a dare una mano. Un trascinatore energico con la battuta pronta. Cosimo Lerna era un negoziante di altri tempi.

Il Cavatappi di via Gallucci era la sua passione e il suo vanto. Cosimo se n’è andato nel letto di casa sua, in Rua Pioppa. Aveva 66 anni.


Lo hanno ritrovato le forze dell’ordine mercoledì sera, poco dopo le 21. In via Gallucci era stato visto per l’ultima volta domenica.

Era il giorno in cui il premier Giuseppe Conte ha siglato il Dpcm che sanciva la chiusura delle attività di ristoro alle 18. Da allora nessuno lo ha più visto.

«La gente è rispettosa e indossa la mascherina - aveva raccontato Cosimo al nostro giornale lo scorso 20 ottobre parlando delle misure anti-covi e del comportamento delle persone - qui da me le persone consumano la colazione o il calice di vino sempre nei tavoli, che sono distanziati. Io chiudo l'attività verso le 20,30 e posso dire che fino a quell'ora vedo le persone collaborare».

Le serrande sono rimaste abbassate da lunedì. Le chiamate per rintracciarlo sono diventate sempre più intense. Il silenzio preoccupante. Così è partita la segnalazione alle forze dell’ordine. Hanno bussato all’abitazione del 66enne, senza ricevere risposta. I vigili del fuoco hanno aperto la porta, scoprendo l’uomo senza vita.

Rua Pioppa era stata chiusa al traffico per consentire i soccorsi. Sul posto i vigili del fuoco, gli agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale. La notizia della scomparsa di Lerna ieri ha rapidamente fatto il giro di via Gallucci e delle strade dei dintorni, provocando profondo cordoglio tra tutti coloro che avevano conosciuto Cosimo, per molti di loro era diventato un punto di riferimento. Un riferimento nella buona e nella cattiva sorte. Come quando circa sei anni fa (era il dicembre 2014) soccorse una negoziante della zona dopo un’aggressione. «Ho soccorso Ottavia che grondava di sangue e le ho messo il ghiaccio. È stata violenza pura, non una semplice rapina», le parole di Cosimo, allora nella veste di soccorritore. Tre anni prima, difese i propri clienti e la propria strada da chi accusava la zona di essere diventata un’area er bivacchi.

Gli stessi clienti accolti con familiarità e un sorriso, capace di attraversare la mascherina e riflettersi dagli occhi. Così il ricordo di chi lo ha incontrato qualche volta si mescola al dispiacere di chi lo ha conosciuto per più tempo, rimpiangendo i brindisi condivisi. —

G.F.

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