Modena,l'incendio al S. Anna Migliaia di libri e riviste d’epoca anneriti dal fumo dell’incendio

Ieri il primo sopralluogo al deposito della Fondazione San Carlo di fianco al bazar «Gli scaffali speciali hanno evitato il peggio. Sarà dura, ma possibile il recupero»



«Ci sono migliaia di esemplari, tra libri e riviste, anneriti dal fumo. Sarà un’operazione ciclopica ripulire tutto, ma l’importante è che nulla sia andato perduto. La nostra Arca del Sapere ha fatto il suo dovere».


Ieri è stato il giorno del primo sopralluogo nello scenario ancora non raccontato del devastante incendio che lunedì ha travolto i capannoni del Centro Sant’Anna, all’incrocio tra la strada omonima e via delle Suore. Quello del deposito della Fondazione San Carlo, proprio di fianco al capannone del bazar Mokhtar da cui è partito l’incendio, con tutta probabilità a causa di un cortocircuito. Con le accortezze del caso, il personale della Fondazione ieri mattina è potuto entrare per vedere per la prima volta cosa è rimasto della collezione di volumi del ’900 e riviste per la maggior parte dagli anni ’70 in avanti, ma una parte anche del secondo ’800.

Tutto era custodito in una serie di “compattabili”, enormi scaffali con apertura e chiusura meccanica acquistati nel 2018 dalla Fondazione con un’ingente spesa (sui 450mila euro) a protezione del materiale spostato dal palazzo antico per ridurre il carico d’incendio. È questa l’Arca del Sapere di cui parla Edith Barbieri, direttore generale della Fondazione: «Un impianto di ultima generazione che ha protetto come doveva - sottolinea - perché altrimenti ci saremmo trovati un patrimonio irrecuperabile di fronte a un incendio di quelle proporzioni che ha sviluppato un calore di 340 gradi. Per dirla in modo un po’ romantico, i compattabili hanno dato la loro vita per i libri. Ma contro fumo e fuliggine non c’è niente da fare, e si tratterà di pulire adesso».

Serviranno degli specialisti, come specialisti sono del resto i tecnici della Belfor, eccellenza italiana della bonifica, reclutati ieri per il sopralluogo. L’esame è partito dal piano terra, e ha mostrato un impianto di compattabili completamente fuori uso (colato anche quello elettrico per il calore) ma contenuto preservato, per quanto sporco: nessun libro è andato bruciato. Il fumo è entrato da un lucernaio andato in frantumi. Che è il solo l’inizio del danno strutturale: la parete adiacente a quella del capannone del bazar sarà probabilmente da abbattere, e bisognerà vedere con quali riscontri statici generali. Anche in seguito alla demolizione del bazar a fianco, che è diventata inevitabile. Il danno insomma si profila pesante per la Fondazione, anche a livello di “contenitore”.

Ma poteva andare ancora peggio se i vigili del fuoco nelle operazioni non avessero proceduto con la massima cautela, limitando al massimo l’utilizzo della schiuma che, se fosse penetrata nelle scaffalature, avrebbe sicuramente reso la situazione irrecuperabile. Ora la parola passerà ai periti, per stabilire entità del danno ma soprattutto tempi e modalità di recupero di uno stabile preso da soli due anni. Nonché costi. —

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