Modena. Ricoveri in aumento Il 12% è in ospedale «Nuove chiusure, serve condivisione» 

Ieri 322 nuovi contagi e 6 decessi. Due in terapia intensiva Il presidente Bonaccini: «Decidiamo insieme le restrizioni



La seconda giornata di fila con i contagi che sfondano quota 300, ma anche una giornata in cui i decessi sono stati sei, con due persone ricoverate in terapia intensiva e 38 nei reparti di malattie infettive. Così come in tutto il Paese, continuano a crescere i nuovi casi di Covid-19 in provincia di Modena: sono 322 i tamponi positivi registrati ieri, di cui 282 (l’87%) hanno comportato l’isolamento domiciliare per i pazienti, mentre 38 persone (il 12%) sono state ricoverate nei reparti Covid e due in terapia intensiva. I sintomatici sono 179 (il 55%), mentre le persone che non hanno alcun sintomo sono 143. Ad aumentare notevolmente rispetto ai giorni scorsi è il numero dei decessi: sei le nuove vittime del virus a Modena - di cui due erano ospiti di residenze per anziani - ovvero due donne modenesi di 84 e 87 anni, un uomo di 85 anni residente nel capoluogo, un 90enne di Cavezzo, un 89enne di Marano e un vignolese di 95 anni. Tornando ai contagi, per quanto riguarda la distribuzione territoriale, quasi un terzo dei casi (96) riguarda il capoluogo, mentre Carpi conta 36 contagiati, Sassuolo 21, Vignola 15 e Formigine 9, seguiti dagli altri Comuni con numeri più bassi. Per quanto riguarda i guariti, sono 67 i modenesi che da ieri si sono lasciati alle spalle il virus.


La difficile situazione dei contagi è al centro dei pensieri degli amministratori, a partire dal governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che ieri ha fatto sapere che «ulteriori chiusure non sono escluse. Per questo - è l’appello arrivato ieri dal presidente della Regione, mentre a Roma si ragiona sull’opportunità di un nuovo lockdown o su chiusure mirate - il governo deve mettere a sedere tutti intorno a un tavolo per condividerle il più possibile». Il governatore ha quindi ribadito che «non si possono escludere altre restrizioni, anche perché alcune regioni hanno già assunto misure più severe. Al governo, dunque, dico questo: mettiamoci a sedere prima e prepariamo per tempo una nuova restrizione. Si discuta con tutte le categorie economiche e sociali e anche con le forze di opposizione - incalza il presidente della Regione - cerchiamo di ridurre al massimo le polemiche e prendere provvedimenti condivisi».

In questo momento, insiste il governatore Bonaccini, «bisogna prevenire, e quindi servirà nelle prossime ore e nei prossimi giorni sedersi al tavolo con il governo per decidere cosa fare, io penso anche a livello europeo. Ci vorrebbe un’interlocuzione più robusta per prendere provvedimenti più condivisi». Il governatore non nasconde le critiche: «Si può avere l’idea che si preferisce - bacchetta Bonaccini- ma quando vedo in tv i politici azzuffarsi, e persino qualche virologo, è lo spettacolo peggiore che si possa offrire ai cittadini. C’è bisogno, ognuno con le proprie idee, di provare a lavorare insieme». Per quanto riguarda le manifestazioni violente degli ultimi giorni, il presidente fa notare che «in Italia c’è una disperazione sociale che non va sottaciuta, ma chi va in piazza per spaccare e fare del male non ha nulla a che vedere con le proteste civili che abbiamo visto. Sono delinquenti - chiude il governatore - e vanno assicurati alla giustizia». —