Ecco la maglia del film cult: Trinità si veste a Nonantola

Il particolare costume di scena riprodotto dall’azienda Fanny di Stefano Cerchiari L’attore lo mette in vendita sul web e approva: «È davvero uguale all’originale»

NONANTOLA. Vederlo passare con la sua slitta trainata da un cavallo davanti all’Abbazia o al Vox è davvero un esercizio di fantasia troppo complicato. Ma Trinità, cari appassionati di cinema e non, si veste a Nonantola. Sì, proprio quel Trinità. Quel Terence Hill protagonista del film cult che anche domenica sera, a quasi cinquant’anni dalla prima apparizione sugli schermi, ha ottenuto il 6% di share. Più di due milioni di spettatori (per la precisione 2.686.000) si sono sintonizzati su Rete4 per l’ennesima visione della pellicola. Di fatto il celeberrimo “Lo chiamavano Trinità...” è stato ancora tra i programmi più seguiti dagli italiani durante la serata. La storia, che racconta dei fratelli Trinità e Bambino, ha aperto la strada agli spaghetti western in versione commedia (ribattezzati anche fagioli western). Regia di Enzo Barboni Clucher, protagonisti Terence Hill e Bud Spencer, indimenticabili musiche di Franco Micalizzi.

Un successo che ha superato i confini del nostro Paese e che appunto si lega a Nonantola. Come? È presto detto. Il merito è di Stefano Cerchiari, titolare e mente dell’azienda di moda Fanny Srl. La stessa attività che ora sta sviluppando mascherine di ultima generazione, ma che non ha certo dimenticato la sua vocazione.


«Mi sono detto: perché non ricreare la mitica maglia indossata da Trinità?. Rovinata e piena di buchi, tutta impolverata. Così ho avviato un progetto che si è sviluppato interamente nella mia azienda, qui a Nonantola. Tutto rigorosamente fatto a mano, un prodotto di artigianato che ripropone in maniera praticamente perfetta quel particolare costume di scena diventato davvero mitico per diverse generazioni. È stata una specie di scommessa, giusto perché qui alla Fanny siamo sempre in movimento. Non ci fermiamo mai».

Cerchiari racconta ancora: «Tramite la pelletteria Wild Hog di Reggio sono riuscito a proporre la mia particolare maglia proprio a Terence. Il vero Trinità che ha deciso di acquistarla per venderla nel proprio “negozio” online. Uno store, www.shop.terencehill.com, che è frequentato da un mare di visitatori. Fan italiani, ma non solo.

Immediatamente abbiamo prodotto 150 pezzi unici che in una giornata sono stati venduti per oltre 700 euro. Una maglia, quella, autografata dall’attore e poi incorniciata. La produzione, poi, non si è fermata, anzi. La nostra casacca, o meglio quella di Trinità, è ancora in vendita sul sito web ufficiale di Hill. La fantasia di Fanny è stata ancora una volta apprezzata e questo, ovviamente, è un grande orgoglio per tutti noi».

Già, apprezzata. E Terence Hill cosa dice? «Non è sudicia come ricordavo - sono le parole dell’attore nato a Venezia in un video - ed è anche meno impolverata. Ma è uguale, uguale identica alla mia. A quella indossata da Trinità nel film di Barboni Clucher».

La maglia, adesso a disposizione con una spesa di un centinaio di euro (122 euro), è un cimelio unico. Fedele all’originale in ogni suo buco e in ogni suo strappo. Nulla vieta, ma questo è compito per i più coraggiosi, di indossarla. —

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