Modena, strade di sangue: in un anno +46% di morti

Report Aci-Istat: sono 57 le vittime. I feriti non scendono sotto quota 3.500

MODENA. La tregua è durata poco sulle strade modenesi: il nuovo report sui dati degli incidenti 2019 elaborato da Aci insieme a Istat fotografa la nostra provincia tra le peggiori d’Italia a livello tendenziale, cioè d’incremento delle vittime.
Il dato da solo, più di mille parole: rispetto al 2018 i morti sono aumentati del 46,15%. Quasi della metà. Erano state 39 le vittime nel corso del 2018, sono diventate 57 nel 2019. Un +18 che fa della nostra provincia la seconda in Italia a livello di crescita, al pari di Forlì-Cesena e dietro solo a Venezia (+20). I dati delle due province emiliano-romagnole hanno condizionato anche quello complessivo della regione, che fa così segnare un +11,4% di decessi sulle strade (da 316 a 352).
Una doccia fredda, se si pensa che il 2018 aveva fatto sperare di aver imboccato la via buona facendo registrare un -31,6% rispetto al 2017. Dove però i morti erano stati sempre 57. C’è stato dunque un netto peggioramento rispetto all’anno precedente, ma di fatto un ritorno allo status ante di due anni prima. Che non è affatto consolante, comunque, perché dà la sensazione che tutte le iniziative di sensibilizzazione sui comportamenti corretti alla guida siano state vane. E che quella del 2018 sia stata solo una parentesi fortunata.


Cosa che un po’ sembra confermare anche il dato complessivo dell’incidentalità: i sinistri del 2019 sono stati 2.631, sostanzialmente allineati a quelli del 2018 (2.625). I feriti nel loro complesso sono leggermente calati: erano 3.556 nel 2018, sono diventati 3.503 nel 2019. Non c’è dunque stato un peggioramento netto della “qualità di guida” quanto dei suoi esiti. E si sa che in questo la sorte gioca sempre un ruolo importante.
Ma a rilanciare la necessità di una riflessione c’è comunque un dato secco: l’indice di mortalità, cioè il calcolo delle vittime ogni 100 incidenti. A Modena nel 2019 è risultato di 2,17 (cioè più di 2 morti ogni 100 sinistri), nettamente sopra la media nazionale di 1,84. Non bene, non bene affatto. Soprattutto guardando a quello che fanno gli altri: province importanti sono riuscite nel 2019 a raggiungere risultati di rilievo nella diminuzione della mortalità. A partire da Genova (-45 decessi), per continuare con Roma e Firenze (-22), Sondrio (-16) e il Sud Sardegna (-15). Sette le regioni che hanno totalizzato un decremento apprezzabile: Liguria (-60), Lombardia (-45), Lazio (-43), Sardegna (-34), Toscana (-30), Calabria (-23) e Piemonte (-19). Mentre, come dicevamo, l’Emilia Romagna si è attestata a un +36.
Nel 2011 l’Aci aveva rilanciato l’Obiettivo 2020 fissato dall’Onu, arrivare cioè nell’aco di una decade a dimezzare il numero dei mortali. L’Italia nel suo complesso all’approssimarsi della scadenza si presenta ben distante (-23%), ma cinque province l’hanno già raggiunto: Aosta, Barletta-Andria-Trani, Grosseto, Pordenone e Sondrio. E altre 11 comunque hanno fatto segnare una diminuzione della mortalità del 40%.
Volendo si può fare molto insomma. È un’esigenza umana e di civiltà innanzitutto. E poi, a guardarla freddamente, di ordine economico: il costo sociale dei 2.631 incidenti registrati nel 2019 per la provincia di Modena è stato di 262,52 milioni di euro. Per la regione intera (16.767 sinistri) della bellezza di 1,66 miliardi. —