Carpi, parlano i giovani: «Quell’uomo voleva ucciderci per aver soccorso le due ragazze»

Il racconto dei fratelli che hanno aiutato le giovani picchiate dal 63enne: «Ci ha aggrediti con l’accetta»

CARPI. «Abbiamo visto che quell’uomo continuava a picchiare le due ragazze: una era sdraiata a terra. Non ci siamo girati dall’altra parte, anzi, abbiamo accostato con l’auto caricandole. Poco dopo, lo stesso uomo ci ha tamponati dal luogo dell’aggressione alla caserma dei vigili e ha tentato di ucciderci con un’accetta».



Non hanno dubbi Simon e Vincent Draoui, 26 e 25 anni, il primo magazziniere in cerca di occupazione, mentre il secondo fa il cuoco: ritornerebbero altre mille volte a soccorrere le due cognate, residenti al campo nomadi di Cortile, aggredite da un 63enne nella notte fra mercoledì e giovedì della scorsa settimana.

«Non ci abbiamo pensato due volte: stavamo ritornando a casa da una serata con gli amici, a bordo della nostra Citroen C2 - raccontano i due fratelli - Eravamo vicino a casa nostra (per tutela dei due ragazzi non indicheremo dove, ndr). Poi, all’improvviso abbiamo notato questo signore che si avventava contro le due ragazze: stava prendendo a calci quella sdraiata a terra, mentre la seconda, in piedi, tentava di fermare la sua furia. Non si è trattato di un singolo ceffone: era una violenza insistente ed era chiaro che avrebbe continuato. Le ragazze gridavano aiuto, così abbiamo accostato chiedendo loro se volessero salire e le abbiamo caricate. Da lì è iniziato l’incubo anche per noi».

«Le due ragazze ci hanno dato il loro indirizzo - continuano Simon e Vincent - Così ci siamo diretti verso Cortile, ma quell’uomo si è messo al volante della sua Fiat Grande Punto grigia e ci ha inseguito tamponandoci più e più volte». Simon era alla guida. Sfinito dai continui speronamenti si dirige alla caserma della Polizia locale di via Tre febbraio.

«Ho suonato il clacson disperatamente sperando che uscisse qualcuno - aggiunge il giovane - Poi sono uscito per suonare il campanello, ma mentre mi dirigevo all’ingresso della caserma, ho visto quell’uomo che stava per colpire mio fratello, seduto sul lato del passeggero, con un’accetta. Mi sono buttato su di lui, l’ho fermato, gli abbiamo preso l’accetta mettendola da parte. Non abbiamo infierito, come invece lui ha fatto con noi: abbiamo visto che era anziano. Ci siamo soltanto difesi. Le ragazze, nel frattempo, sono scappate perché avevano paura». Il 63enne si è diretto, invece, all’ospedale.

I fratelli Draoui hanno chiamato i carabinieri i quali hanno allertato il 118. «Sono arrivati subito - concludono i giovani - Anche in altre circostanze, durante alcuni litigi, non siamo mai stati in silenzio ma, anzi, ci siamo fermati ad aiutare. Così come in questo caso». —