Modena. Restauri, workshop ed eventi online Il mondo dei musei non vuole fermarsi

Il sistema culturale della città si riorganizza con collegamenti e laboratori da remoto

MODENA Non si sono lasciati trovare impreparati i direttori dei musei modenesi all’entrata in vigore del nuovo Dpcm, che prevede la chiusura al pubblico a partire dalla giornata odierna.

Il Dpcm richiude i musei, l'amarezza del mondo della Cultura

Le parole d’ordine sono resilienza e creatività: le realtà museali si dichiarano pronte a non fermarsi e a continuare le attività da remoto credendo fermamente nell’importanza di mantenere vivo il più possibile l’aspetto culturale della città. «Il tema della salute pubblica è prioritario, ma non per questo non possiamo continuare a diffondere e promuovere cultura - conferma Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi - a porte chiuse proseguiamo con tutte le nostre attività museali quali restauri, lavori, ricerca, mentre le nostre interazioni con il pubblico si svolgeranno sia sui canali social che attraverso l’organizzazione di eventi online. Per esempio il 20 novembre ci sono già quasi 300 iscritti al nostro workshop dedicato alle risorse digitali, ai nuovi strumenti per la consultazione, la ricerca e l’insegnamento».

Concordano nel continuare il lavoro da remoto e sui social anche Francesca Piccinini, direttrice dei Musei Civici e Giovanna Caselgrandi, direttrice dei Musei del Duomo, nonostante siano molto dispiaciute per lo stop: «Il nostro compito è quello di cercare soluzioni per un’integrazione tra patrimonio reale e virtuale, per mantenere il più possibile un contatto vivo con i cittadini e il pubblico. In ogni caso le attività per le scuole rimangono attive con nuovi percorsi didattici a distanza, per infanzia, primarie e secondarie».

Non si ferma nemmeno il Fmav (Fondazione Modena Arti Visive) che sta riprogrammando l’attività espositiva, laboratoriale e di alta formazione per garantire una fruizione online delle mostre in corso, dei laboratori per famiglie e delle attività formative, e il Mef (Museo casa Enzo ferrari) come afferma Michele Pignatti Morano, direttore dei musei Ferrari di Modena e Maranello: «Continueranno a rimanere connessi con gli appassionati del marchio attraverso i canali social. Vogliamo continuare a dialogare, a portare cultura e unione nonostante la distanza fisica».

Conclude però preoccupato l’assessore Bortolamasi: «La cultura, i suoi luoghi e i suoi operatori saranno come sempre rispettosi delle indicazioni, dando priorità alla tutela della salute, e progettando con creatività nuove modalità di rapporto con il pubblico. Ma gli spazi della cultura sono essenziali per la comunità, e non posso tacere le preoccupazioni per la tenuta del comparto, nell’incertezza su ciò che accadrà nei prossimi mesi, senza un orizzonte chiaro su quando e come si potrà riaprire». —

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