L'osservatorio Federconsumatori. Spesa economica a Modena Nella Bassa il carrello più caro della provincia

Nel capoluogo si risparmia il 2,2% per i prodotti delle grandi marche Bene le Terre di Castelli, ma nell’Area nord si spende il 4,3% in più 

MODENA La spesa migliore? Si fa in città, che ha rubato al Distretto ceramico lo “scettro” dell’area più economica. Ribaltando la classifica, se la zona del Frignano ha decisamente migliorato le prestazioni, a guadagnare il poco prestigioso gradino più alto del podio dei distretti più cari è l’Area nord, dove i prezzi si discostano notevolmente rispetto alle medie provinciali.



Nell’articolata indagine di Federconsumatori sui prezzi al consumo applicati dalla grande distribuzione modenese c’è una sezione che analizza i prezzi medi nei sette distretti della provincia. E a tornare in cima alla classifica delle aree più convenienti è proprio la città, dove per il segmento “grandi marche” si risparmia il 2,2% rispetto al prezzo medio provinciale. In città si compra bene anche per quanto riguarda il segmento “private label”, ovvero i prodotti venduti con il marchio dell’insegna che li propone: in questo caso, il risparmio medio nei punti vendita del capoluogo rispetto ai prezzi medi provinciali è del 2%. Numeri vantaggiosi in città anche per la categoria “primo prezzo” (-0,8%), mentre per quanto riguarda i prodotti freschi comprare nel capoluogo costa di più (+2,4%). Un’altra area “virtuosa” dal punto di vista dei prezzi è l’Unione Terre di Castelli, dove nella categoria “grandi marche” si risparmia l’1,4% rispetto alla media provinciale, raggiungendo un 2% di risparmio sul segmento “private lavel”. Anche qui si spende qualcosa in più sui prodotti freschi, con un costo che supra dell’1,2% la media della provincia. Buona performance anche per la zona del Frignano, che nelle scorse rilevazioni figurava spesso come distretto più caro: oggi fare acquisti a Pavullo e dintorni vuol dire risparmiare l’1,7% sia per la categoria “grandi marche”, sia per il “private label”, anche se la fascia “primo prezzo” è particolarmente penalizzante, dal momento che si spende l’8,2% in più rispetto alla media provinciale.

E se nel Distretto ceramico le cose vanno meno bene rispetto al passato , con prezzi molto simili alle medie provinciali, nelle Terre d’Argine si spende l’1,4% in più per il segmento “grandi marche” e addirittura il 3,3% in più rispetto alla media provinciale per il “private label”.

I dati peggiori, però, sono quelli dell’Area nord, dove i cittadini spendono il 4,3% in più per i prodotti più diffusi. Un numero particolarmente alto, tanto che secondo l’indagine la spesa media per l’acquisto del carrello “grandi marche” nella Bassa è di 5.757 euro, mentre i cittadini del capoluogo se la cavano con 5.399 euro. —

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