San Felice, tutta la famiglia è in casa, ma i ladri ci provano lo stesso

Assalto poco prima di cena ad un’abitazione di via Nievo vicino alla caserma: «Finestra forzata ma disturbati dalla mamma»

SAN FELICE. Non li hanno fermati le telecamere, né gli avvisi della presenza del sistema di allarme, né le auto nel cortile, nemmeno le luci accese in casa: ci hanno provato comunque, sabato sera, i topi d’appartamento, a introdursi in una villetta bifamiliare in via Nievo a San Felice, nei pressi della caserma dei carabinieri. Hanno atteso che facesse buio, alle 18, per attaccare: ma sono stati disturbati da una residente che, insospettita dai rumori, ha deciso di abbassare le tapparelle mentre loro erano in azione e sono stati quindi costretti alla fuga.

«La nostra casa - testimonia Maria Cristina Goldoni - è disposta su tre piani. In quel momento i miei genitori, relativamente anziani, si trovavano al piano terra, mentre io e il mio compagno eravamo al terzo piano con alcuni parenti. Il cortile era pieno di macchine». Il piano di mezzo, in quel momento, era l’unico ad essere vuoto: «Mia madre - continua Goldoni - ha sentito alcuni rumori, ma all’inizio ha pensato che si trattasse del nipotino che stava giocando. Dopo un po’ che andavano avanti però si è insospettita, così è andata di sopra ed ha abbassato la tapparella».


Sul momento, l’anziana donna non ha visto nulla: l’amara sorpresa ieri mattina, quando si è accorta che la finestra era danneggiata, con segni di cacciavite e piedi di porco. Un chiaro tentativo di effrazione, andato a vuoto: «Non oso immaginare - prosegue - cosa sarebbe successo se mia madre si fosse trovata davanti i ladri. Per fortuna quando è arrivata su non erano ancora entrati».

Il balcone da cui si sono saliti i malviventi è alto giusto un paio di metri, è dunque facile immaginare che uno abbia fatto da “scala” su cui si è arrampicato l’altro. Le telecamere invece non sono state d’aiuto: «Pensiamo che abbiano agito con astuzia, osservando i nostri movimenti nascondendosi nel grosso parco privato che c’è proprio qui davanti. Non si tratta del primo caso nel quartiere».

Alberi alti, poca illuminazione e affacciato su via degli Estensi: è presumibile che, proprio attraverso il parco, i malviventi abbiano trovato una sicura via di fuga. —