Formigine L’omaggio a D’Orazio «Addio Stefano, anima dei Pooh e di Rock No War»

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Ieri a Roma l’ultimo saluto al musicista e testimonial della Onlus «Dal Madagascar al Nicaragua, con lui nel mondo per i bisognosi» 

FORMIGINE P... come Pionieri. Curiosando sul sito web ufficiale di Stefano D’Orazio si arriva a questa particolare definizione che è accompagnata da un bel «tutte le volte in cui sono stati i primi a fare qualcosa».

Ogni riferimento è ai Pooh, la storica band di Facchinetti e Battaglia, di Canzian e appunto D’Orazio. L’eclettico batterista che ci ha lasciato nei giorni scorsi colpito, anche lui, dal terribile Covid.


E in quella pagina internet, quella di P... come pionieri, viene citata un’associazione nel nostro territorio, di Formigine in particolare: Rock No War. Proprio la Onlus che in compagnia dei Pooh, e quindi di Stefano D’Orazio, è stata protagonista di diversi progetti benefici. Pionieri appunto: «Tra i primi a fare grosse operazioni finanziare benefiche», si legge. Il discorso, in questo caso, è legato ai dieci parchi gioco che nel ’99 hanno preso vita, grazie al gruppo musicale e a Rock No War, in Kosovo, Serbia, Macedonia e Montenegro.

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Un’esperienza, quella, importante, ma certamente non unica. Anzi.

In soccorso, per un piccolo-grande viaggio nella beneficenza, arriva Giorgio Amadessi che di Rock No War è presidente: «Sono tanti i ricordi e i progetti che ci uniscono ai Pooh e a Stefano. Talmente tanti che ormai i componenti della band erano molto di più che testimonial. Erano parte attiva della nostra missione. In Madagascar per una scuola professionale, la scuola di musica in Nicaragua o quella dedicata ai bambini sordomuti nello Sri Lanka. Oppure, nel 2002, la creazione di una sala di musica per ogni regione italiana. Sono stati al nostro fianco attivamente, sempre con noi nei luoghi dove si decideva di avviare le iniziative benefiche. Ricordo poi i concerti del ’98 a Formigine, Fiorano e Carpi sempre per il Madagascar. Ci sarebbe da parlare della Sierra Leone e di molto altro. Con Stefano se ne va un amico che ci mancherà e che mancherà alla nostra associazione. Mi piace sottolineare - conclude Amadessi - la loro grande professionalità. Niente era lasciato al caso, in particolare nell’organizzazione. Rock No War ha imparato tanto da Stefano e dai Pooh. Sono orgoglioso di dire che la collaborazione è diventata una vera amicizia».

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Il ricordo di D’Orazio arriva anche da Pierluigi Senatore, vice-presidente dell’associazione di Formigine. Arriva proprio nelle ore in cui, a Roma e in forma privata, si sta svolgendo il funerale del batterista.

Ieri pomeriggio, infatti, il feretro è arrivato dal Campidoglio alla chiesa degli Artisti, in piazza del Popolo, dove il componente dei Pooh e stato accolto da diversi fan: “Stefano, Stefano”, un canto accompagnato dal risuonare di diverse bacchette da batteria.

«Sempre attivo, pronto ad organizzare. Tutto con il sorriso e la disponibilità che tra i Pooh è di casa» racconta Senatore. Che continua con due aneddoti curiosi: «Ricordo la band, attenta, nel partecipare ad una Messa cantata in malgascio nel sud del Madagascar. Dopo ore di viaggio erano lì, senza battere ciglio. Un gesto da non sottovalutare, segno dell’impegno nel perseguire un obiettivo: quello di fare beneficenza in favore dei bisognosi. E poi nello Sri Lanka dove suonarono, durante un picnic, brani inediti che sarebbero poi usciti nel nuovo album. E Stefano era sicuramente il motore organizzativo - spiega Senatore come aveva fatto Amadessi - mancherà a tutti. Ai Pooh, alla musica italiana e a noi di Rock No War». —