Covid, Modena è un caso In un giorno 9 decessi e 638 nuovi contagi

I tamponi positivi registrati ieri superano la somma di quelli di Bologna e Reggio Le persone ricoverate sono state 37, poco meno della metà del dato regionale

MODENA Più del doppio dei casi di Bologna, ma anche più della somma di quelli del capoluogo e di Reggio, le due province che si trovano al secondo e terzo posto nel bollettino regionale, e più di quattro volte i numeri di Piacenza, uno degli epicentri nazionali del contagio tra marzo e maggio. Il bollettino dei nuovi casi di Covid del 10 novembre conferma con maggiore chiarezza quello che sta emergendo da giorni: in un’Emilia Romagna in progressivo peggioramento esiste un “caso Modena”, dal momento che la nostra provincia è ormai regolarmente in cima alla classifica dei territori con più contagi.

Partendo dai numeri, il dato di ieri è particolarmente problematico, perché nel modenese ci sono stati 638 tamponi positivi - uno in meno di domenica scorsa - ovvero più di un quarto dei 2430 casi complessivi registrati ieri in regione. Nettamente inferiori i numeri delle altre province, che vanno dai 284 casi di Bologna agli 87 di Forlì. Sono modenesi anche poco meno della metà (il 43%) dei 21 decessi per Covid registrati in regione: 9 le vittime del virus in provincia, ovvero due residenti nel capoluogo di 78 e 89 anni, un vignolese di 82 anni, un 87enne di San Possidonio, un 81enne di Zocca, un 87enne di San Cesario, un 63nne e un 79enne di Sassuolo e una 87enne di Carpi. Tornando ai nuovi casi, 601 dei 638 pazienti (il 94%) sono in isolamento domiciliare, mentre i ricoveri nei reparti Covid sono stati 36 (più uno in terapia intensiva): un altro dato significativo, dal momento che corrisponde al 44% dei ricoveri complessivi (che sono stati 81) nei reparti Covid della regione. Buona parte dei pazienti positivi al virus sono asintomatici: a non presentare sintomi sono infatti 353 persone. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale dei nuovi casi, 200 sono stati registrati nel capoluogo, mentre in provincia il territorio più colpito è il vignolese (52 contagi), seguito da Carpi (46), Castelfranco (35) e Sassuolo (25).

Ma quale potrebbe essere la ragione di un dato così sbilanciato verso il modenese? Il primo motivo sta proprio nel fatto che, così come è successo in primavera per l’area ovest della regione, oggi il virus sta circolando maggiormente nell’area centrale dell’Emilia, in particolare nella nostra provincia, e in misura minore nel bolognese e nel reggiano. L’altro motivo è legato ai ritardi nell’analisi e comunicazione dei referti dei tamponi.

A confermarlo sono l’Azienda Usl e l’Azienda Ospedaliero-universitaria di Modena, in una nota congiunta che ieri ha analizzato la situazione: «A causa del notevole sovraccarico di lavoro a cui è sottoposto il laboratorio - si legge nel documento - nelle ultime settimane si è registrato un ritardo nella refertazione dei tamponi, con una dilatazione dei tempi tra data di accettazione e data di refertazione (usualmente tra zero e un giorno). Fino a quando non sarà completata l’attività di recupero dei tamponi in arretrato, sono da considerare incerte le variazioni di nuovi casi positivi registrati negli ultimi giorni». In sostanza, i ritardi accumulati fanno sì che ci siano alcuni giorni di sovraccarico: uno di questi è spesso il martedì, quando arrivano i referti di parte dei tamponi processati nel fine settimana. «Le aziende sanitarie - riprendono Ausl e Aou - sono costantemente al lavoro per ridurre il gap e contestualmente velocizzare le procedure di comunicazione dell’esito ai cittadini che da alcuni giorni avviene tramite sms, con relativa indicazione ad avviare immediatamente l’isolamento, per sé e i propri contatti conviventi».

Detto questo, è evidente che in questo momento la provincia emiliana nella quale il virus sta circolando maggiormente è proprio Modena. Avere più cittadini positivi, poi, vuol dire anche fare più tamponi di controllo, il che spiega anche l’alto numero di asintomatici - ieri il 55% dei nuovi casi - individuati.

Tornando ai dati forniti dalle aziende sanitarie, Ausl e Aou fanno sapere che «al 9 novembre, in provincia di Modena erano accertati 5829 casi di persone con in corso l’infezione da Covid-19 (erano 3372 lo scorso 2 novembre). Di questi, 5377 sono in isolamento e 452 ricoverati». Un numero particolarmente preoccupante, anche perché «da agosto si è assistito ad una lenta ripresa del numero di degenti nei reparti per acuti, che si è fatta decisamente più sostenuta nel corso delle ultime settimane». Sul totale dei ricoveri, 284 si trovano negli ospedali Aou (180 al Policlinico e 104 a Baggiovara), i restanti 111 nelle strutture provinciali (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo), e 57 all’ospedale di Sassuolo. A questi si aggiungono 23 pazienti ricoverati nei due ospedali di comunità Covid (Novi e Fanano).

Per quanto riguarda il reparto di terapia intensiva, le aziende fanno sapere che «dal 22 settembre si è assistito a un aumento, che risulta più marcato in ottobre. Ad oggi sono occupati 41 posti di terapia intensiva disponibili al Policlinico e Baggiovara, ai quali si aggiungono 11 pazienti assistiti in setting semintensivo, tutti al Policlinico». —