Covid, la corsa ai tamponi privati nel modenese Prezzi dai 97 euro in su e attese fino a sette giorni

Sotto pressione anche i centri autorizzati della provincia presi d’assalto dai cittadini «C’è ancora tanta confusione. Non è ad esempio chiaro quando ha senso fare l’esame»

MODENA  Mentre aumentano i contagi, i cittadini denunciano tempi di attesa sempre più lunghi per i tamponi effettuati dall’Ausl e il direttore generale dell’azienda Antonio Brambilla annuncia un potenziamento delle unità che si occupano del tracciamento, dell’indagine epidemiologica e della sorveglianza attiva, oggi sono molti i modenesi che si rivolgono ai centri privati autorizzati della nostra provincia per effettuare un tampone a pagamento.


Proviamo a dare qualche numero: a Modena, al Laboratorio Analisi Test, ogni giorno vengono effettuati, previa richiesta del medico di fiducia, tra i 150 e i 200 tamponi molecolari dal costo di 100 euro ciascuno. Mediamente per avere l’appuntamento occorre attendere una settimana e aspettare tra le 48 e le 72 ore per ricevere il risultato.


A Mirandola, al Poliambulatorio BluMedica, un tampone molecolare costa 115 euro, l’appuntamento si ottiene in 2-3 giorni dalla richiesta e il risultato arriva tra le 48 e le 72 ore. A Vignola, al Cromaton, si effettuano circa 50-60 tamponi molecolari al giorno, un tampone costa 97 euro, l’appuntamento si ottiene in due giorni e il risultato entro 72 ore.


«Il nostro servizio sul territorio si rivolge agli asintomatici – chiarisce Francesca Benatti, una delle titolari di Cromaton – i sintomatici noi non li gestiamo perché riteniamo che quella sia una competenza dell’azienda Usl. Abbiamo adibito una piccola struttura esterna in cui eseguire i prelievi e sottolineo che da noi la richiesta del tampone deve sempre essere accompagnata da una richiesta medica che la giustifica perché alla base ci deve essere sempre la decisione valutata e ponderata dal medico di fiducia e non l’ansia delle persone, che di questi tempi può essere sconsiderata».


Rossana Bellucci, direttore tecnico del Laboratorio Analisi Test, evidenzia come «la confusione regni sovrana». «Fare un tampone perché la sera prima si è stati a contatto con un positivo non serve a niente così come non è significativo fare un test sierologico perché tre giorni prima si ha avuto un contatto con un positivo dal momento che la curva degli anticorpi comincia a muoversi intorno al decimo giorno dal presunto contatto con il virus. Oggi - continua Bellucci - l’idea è che il privato fa tanto perché comunque ci guadagna ma in realtà noi abbiamo un’importante funzione sociale: se il mio laboratorio fa 150 tamponi al giorno è per venire incontro alle migliaia di richieste delle aziende, dei lavoratori che devono prendere un aereo per andare all’estero, di chi deve fare un intervento e ha bisogno del tampone preoperatorio».


Jessica Parenti, responsabile del Poliambulatorio BluMedica, racconta che la gente è disperata perché vorrebbe tornare a lavorare ma non riesce a fare il tampone e che, in prevalenza, a rivolgersi al poliambulatorio sono contatti stretti (molti in ambito lavorativo) di positivi che non vengono contattati dall’Ausl. «Contatto stretto non è un termine conosciuto da tutti» chiarisce Parenti ponendo l’attenzione su un’espressione che ancora oggi crea confusione.


Digitando “contatto stretto” sul sito del ministero della Salute è possibile consultare i casi che rientrano nella definizione e, tra questi, si legge “una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso Covid-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti” che, declinato con un esempio nella quotidianità, è il classico pranzo o cena con un amico che qualche giorno dopo ci contatta per informarci di essere positivo.
Cosa fare allora? Innanzitutto, «allertare il proprio medico, che avviserà o fornirà tutte le indicazioni per contattare il dipartimento di prevenzione della Asl o Ats competente per territorio che disporrà la quarantena e la sorveglianza» e iniziare sempre un periodo di quarantena.


Ma torniamo a Modena e veniamo al distinguo tra sintomatici e asintomatici che ci riporta al “nodo” tamponi: oggi per un contatto stretto asintomatico il tampone non è più una strada obbligata, è sufficiente stare in quarantena per quattordici giorni (e poi si è “liberati”, in assenza di sintomi, da una comunicazione dell’Ausl di Modena) oppure anche solo per dieci giorni ma attendendo l’esito negativo di un test antigenico o molecolare (tampone naso/oro-faringeo) effettuato il decimo giorno (e non prima) dall’ultima esposizione. Il tampone resta invece necessario per tutti i contatti stretti che durante il periodo di quarantena hanno sviluppato sintomi. —