Guiglia, quell’ultima telefonata di Eleano a Nicoleta: «Adesso vai avanti tu»

Lo zocchese Turrini, 67 anni, con la compagna gestiva la pizzeria Gigolò. Si è spento venerdì dopo dieci giorni di lotta contro il virus che lo aveva colpito ai polmoni 

GUIGLIA.  «Amore sto malissimo. Si sta troppo male, è una brutta bestia questa. Tu stai tranquilla e fatti forza pensando che ti ho sempre voluto e ti voglio tanto bene». Queste le ultime parole di Eleano Turrini, 67 anni, alla compagna Nicoleta Zaharia. Dette lunedì dal letto del Policlinico dove aveva capito ormai che la lotta col Covid non sarebbe riuscito a vincerla. E infatti se n’è andato venerdì alle 15, domani la cremazione. Con lui se ne va l’anima della conosciutissima pizzeria ristorante “Gigolò” di Roccamalatina, gestita assieme a lei. E uno zocchese doc, amico d’infanzia di Vasco che abitava vicino a casa sua. Ancora sconvolta, Nicoleta racconta la terribile esperienza di vedere spegnersi in poco più di una settimana l’uomo con cui ha diviso 15 anni.

Com’è iniziato tutto?


«Era martedì 3 novembre: all’improvviso ha iniziato a sentirsi male a casa, febbre e difficoltà a respirare. Quando prima stavamo tutti e due benissimo: probabilmente siamo entrati in contatto col virus servendo qualche cliente. Sono venuti a casa e gli hanno fatto il tampone: positivo. Nel giro di poche ore i sintomi si sono aggravati così tanto che giovedì sera l’ho portato al Pronto Soccorso di Vignola. È stata l’ultima volta che l’ho visto, dopo solo telefono. Venerdì il quadro è peggiorato tanto che hanno dovuto trasferirlo al Policlinico. Sabato e domenica il quadro si è fatto ancora più grave: febbre alta, tanta acqua nei polmoni e forti dolori muscolari. Lunedì 9 l’ultima telefonata, poi alla sera è stato intubato. Nella notte tra questo giovedì e venerdì il collasso: i polmoni hanno ceduto ma il suo cuore combatteva ancora. Tanto che sono riusciti a rianimarlo due volte. Alla terza se n’è andato: erano le 15 di venerdì. Dopo ho ricevuto la chiamata della dottoressa che mi diceva che Eleano non c’era più».

Collasso dei polmoni?

«Erano talmente pieni d’acqua da schiacciargli il cuore. Un uomo che 10 giorni fa non aveva niente: pieno di vita e di voglia di vivere. Gli piaceva vestirsi, girare, scherzare… Non meritava questa fine, in nessun modo».

Cosa le ha detto lunedì nell’ultima telefonata?

«“Amore non chiamarmi più perché da adesso in poi non riuscirò più a rispondere al telefono. Ti voglio tanto bene come te ne ho sempre voluto. Amore, non chiudere il ristorante: vai avanti finché riesci, perché abbiamo costruito tanto assieme. Cerca di essere tranquilla e forte. Stammi bene». Non mi aveva mai detto in tutta la vita “stammi bene”. Ho capito che era finita, perché “stammi bene” lo si dice a qualcuno quando si va via».

E cosa farà adesso col ristorante?

«Lo porterò avanti senz’altro, quando sarà permesso di riaprire. Anch’io ho preso il virus, ma senza sintomi: ho appena fatto il secondo tampone e presto potrò rimettermi a lavorare. Il ristorante era la sua vita, ci ha fatto mille sacrifici: anche quando aveva del male addosso lavorava sempre. Io gli dicevo: “Ma stai a casa”. E lui: “No, che dobbiamo mettere da parte un po’ di soldi per vivere tranquilli. E invece è tutto finito così».

È vero che una volta ci veniva anche Vasco?

«Certo, lui e Eleano erano amici dall’infanzia, il legame di una vita. Sarà un bel dolore anche per lui adesso quando lo saprà. Io e Lara Turrini, figlia di Eleano e dell’ex moglie, abbiamo già ricevuto tante testimonianze di affetto e ci teniamo a ringraziare tutti. Di cuore, davvero». —