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Record di positivi: 718 «Contagi estesi su tutto il territorio modenese»

La provincia resta la peggiore dell’Emilia Romagna. Anche undici decessi Ferrari (Ausl): «Noi zona rossa? Al momento non ci sono le condizioni»



Nel primo giorno vissuto da zona arancione, Modena fa registrare il record di casi dall’inizio dell’epidemia: 718 in 24 ore. A cui si aggiungono 11 decessi, per delineare un quadro che ancora una volta pone la provincia geminiana come la peggiore dell’intera regione.


«La circolazione virale è importante e il contagio diffuso in tutto il territorio», ha detto il direttore della Sanità pubblica Davide Ferrari che, però, non vuole fare paragoni con le altre province: «Non sono in possesso di tutti i dati specifici per poter dire se la situazione sia diversa rispetto ai territori contigui; e non credo che il comportamento dei modenesi sia differente da quello delle altre province. Posso dire, però, che siamo in una situazione in cui la guardia deve essere tenuta altissima e mi auguro che l’introduzione di nuove norme restrittive, come la zona arancione e l’ordinanza regionale di giovedì scorso, possano sortire un effetto benefico sulla limitazione della trasmissione del virus». Diffusione che viaggia in ogni ambito della vita dei modenesi: «In famiglia, nelle Cra e nei luoghi di lavoro». Ma è proprio nell’ambito familiare che Ferrari, ancora una volta, intende fare un approfondimento: «Anche di recente abbiamo avuto casi di feste di compleanno che sono stati veicolo per il contagio e da lì si è passati nei luoghi di lavoro e in altre famiglie. I cittadini, anche con i parenti e in ambito amicale, devono rispettare le norme di distanziamento e utilizzare la mascherina».

Il dato di un giorno secondo Ferrari non è mai rappresentativo della situazione e se gli si chiede se Modena possa diventare zona rossa precisa: «Al momento non credo, certo dobbiamo vedere l’andamento nei prossimi giorni e se ci saranno ulteriori incrementi. Ma ad oggi non ci sono le condizioni: ripeto attendiamo di vedere se le nuove norme sortiscono gli effetti sperati».

I numeri tuttavia, iniziano a farsi preoccupanti. Sono infatti oltre 5000 i contatti stretti in quarantena e 7300 i positivi in isolamento domiciliare in carico al dipartimento: «Nel Modenese abbiamo oltre 12mila persone in isolamento tra soggetti positivi e contatti in quarantena. Un numero così elevato che ha creato qualche difficoltà nell’organizzare quotidianamente la sorveglianza attiva. Recentemente abbiamo incrementato ulteriormente le forze della Sanità pubblica per far fronte a questi numeri. Per quanto riguardo il contact tracing – ribadisce Ferrari – chi riceve l’sms con la positività al tampone deve compilare un form online in cui si indicano i contatti stretti. È un’azione che facilita il tracciamento del virus».



Con i 718 nuovi casi registrati ieri Modena sfonda il muro dei 15mila contagi da inizio epidemia: 15559. Ieri le persone sintomatiche erano 260, un dato relativamente basso rispetto al resto della regione. Ad esempio a Reggio Emilia sui 352 nuovi positivi i sintomatici sono stati 283, a Parma 86 su 125. Preoccupa anche l’incremento dei decessi: ben 11 che vanno a chiudere una settimana, quella dal 9 novembre a ieri, che ha contato 55 vittime. Nello specifico ieri sono morte 7 donne di 77, 82, 86, 91, 97, 99 e 100 anni e 4 uomini di cui due di 86 anni e due di 71 e 89 anni. Dall’inizio dell’epidemia sono 624.

La Regione ha inoltre comunicato un incremento di 5 pazienti nei letti di Terapia intensiva di Policlinico e Baggiovara, per un totale di 59. Inoltre l’Ausl sabato ha disposto un ulteriore potenziamento della capacità ricettiva, con l’attivazione di 8 posti letto di subintensiva dedicati a pazienti positivi, di cui 4 all’Ospedale di Carpi e 4 all’Ospedale di Sassuolo. I nuovi guariti sono 288 che portano il totale dall’inizio dell’epidemia a 7.063. Gli attualmente positivi diventano quindi circa 7800. Non sono mai stati così tanti.

In regione i nuovi casi sono 2.822, con 36 decessi complessivi. —