Modena White list sisma e minacce ai carabinieri Giovanardi sarà processato a  dicembre

Due giorni dopo toccherà agli altri imputati nell’inchiesta sulla Prefettura e le pressioni per lavorare nella ricostruzione

MODENA Sarà processato con giudizio immediato, con udienza fissata il 15 dicembre, l’ex senatore Carlo Giovanardi. Lo ha stabilito il giudice Andrea Romito nell’accogliere la richiesta dei pubblici ministeri Monica Bombana e Giuseppe Amara. Giovanardi è imputato nel processo scaturito per l’inchiesta del Reparto Operativo e Nucleo Investigativo dei carabinieri di Modena sulla Prefettura e le white list del terremoto, che approderà in aula il 17 dicembre e che vede imputati l’ex vice-prefetto, la famiglia Bianchini e diversi funzionari statali. Le contestazioni a Giovanardi vanno dalla rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio alla violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario e oltraggio a pubblico ufficiale.

I magistrati, che hanno ereditato il fascicolo dalla Direzione distrettuale Antimafia, sono convinti che ci siano già le evidenze per giudicare il politico, il quale si è comunque appellato al Senato affinché alcune fonti di prova vengano priva vagliate dalla Giunta per le autorizzazioni. Dallo stesso organismo è già passata - si ricorderà - una parte della documentazione visto che la Giunta ha autorizzato l’uso di un’intercettazione e dei tabulati telefonici.


Ma al netto dei meccanismi di garanzia per l’ex senatore, il tribunale di Modena sarà chiamato a fare chiarezza sul comportamento di Giovanardi. Sulla sua figura venne infatti aperto un focus per l’interessamento ai casi delle white list alle aziende F.lli Baraldi e Bianchini Costruzioni e per quelle che vengono considerate dagli inquirenti delle pressioni sulla Prefettura, che lui invece considera normale attività ispettiva. In aula finiranno anche le presunte minacce agli ufficiali dei carabinieri, il comandante provinciale Stefano Savo e quello del Reparto Operativo, Domenico Cristaldi, fatte in un bar. I tre si trovarono per parlare del caso-Bianchini ma il comportamento tenuto dal senatore venne considerato quasi come una pressione esplicita. «Disse che qualcuno avrebbe dovuto rispondere dei danni derivanti da questi interventi, facendo il parallelo con la responsabilità dei magistrati e dicendo che era sua intenzione presentare esposti sulla vicenda. Ho avuto la percezione che volesse riferirsi al mio comando e alla mia persona», ricorda Savo. «Voglio sottolineare che ha tenuto un comportamento deciso e perentorio, incalzante», aggiunse il colonnello Cristaldi, elaborando il rapporto poi finito nel fascicolo d’inchiesta in cui sono entrate anche le registrazioni fatte dal figlio di Augusto Bianchini nei vari incontri avuti. Registrazioni che Giovanardi vorrebbe sottoporre alla Giunta del Senato mentre per i magistrati vanno portate in aula, essendo già state mostrate al processo Aemilia, in tribunale a Reggio dove Giovanardi non era imputato. —