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Troppi contagi a Pavullo: c’è chi chiede al sindaco l’atto “impopolare” di un lockdown locale

Dato choc domenica per un centro montano: 48 positivi in più È diventato il secondo comune a maggior incremento dopo la città 

PAVULLO Nel quadro sempre più preoccupante sulla diffusione del virus in provincia sta emergendo ormai un “caso Pavullo”: un paese montano, per quanto di 18mila abitanti, che dovrebbe essere un po’ riparato dal contagio, come gli altri della dorsale, ma che invece da alcuni giorni sta facendo registrare un’escalation di casi. Tanto che c’è chi invoca, se non un lockdown locale, almeno l’introduzione di restrizioni ad hoc, per evitare che resti travolta una comunità lontana dai grandi centri assistenziali della pianura e il cui ospedale sta già facendo tantissimo con risorse limitate.

Già serpeggiante da tempo in paese, l’allarme si è levato chiaro dopo il dato choc di domenica, che con i 48 nuovi casi accertati (portando il totale a 240, più 235 contatti sotto stretta osservazione) ha fatto di Pavullo il secondo comune della provincia dopo la città per il più alto numero di incrementi. Al pari di Castelfranco, è vero, ma che ha quasi il doppio della popolazione, e tutto il crocevia di traffico della pianura. Qui si è trattato di un record assoluto che nessuno avrebbe mai voluto veder raggiunto.


«A Pavullo 48 casi sono un’enormità». Questa la frase sulla bocca di tutti. Tanto che ieri mattina il consigliere civico Davide Venturelli ha protocollato d’urgenza la richiesta all’amministrazione Biolchini di fare un passo non semplice forse, ma su cui avviare una riflessione. «Un numero di contagi simile sul nostro territorio non si era riscontrato nemmeno durante le fasi peggiori dell’epidemia nella primavera di quest’anno - ha ricordato - per cui invito formalmente sindaco e giunta a stabilire, di concerto e previo dialogo con i rappresentanti delle istituzioni locali e nel rispetto delle vigenti normative, ulteriori forme restrittive temporanee atte a limitare il dilagare dell’epidemia e dei contagi a livello locale. Tale provvedimento potrebbe risultare impopolare - ha osservato - ma ritengo che la salute e la sicurezza dei cittadini debbano essere tutelate in tutti i modi possibili. Resto disponibile, come evidenziato anche da altre forze politiche del territorio, a partecipare ad apposite video-conferenze o video-incontri attraverso i quali confrontarsi su tempi e modalità di possibili azioni a livello comunale».

Il riferimento è all’iniziativa del gruppo Pd-Torre che due giorni prima in una articolata analisi della situazione contagi, pur non ancora in presenza di un numero così rilevante ha sottolineato: «La velocità di progressione è evidente a tutti e non può che destare timori e angoscia nella popolazione, tenendo conto che Pavullo sembra essere tra i comuni più colpiti nel rapporto tra positivi/abitanti». Da qui la richiesta di azioni specifiche al sindaco e interventi di sensibilizzazione sui cui è stata garantita massima sinergia.

Ma a cosa può essere dovuto un incremento secco di 48 contagi in un giorno? Dall’Ausl fanno sapere che «per una ventina di casi si tratta di situazioni già note riconducibili a contatti famigliari. Su tutti gli altri sono in corso approfondimenti. Va sottolineato comunque che ai fini dell’indagine epidemiologica non va preso in esame il dato di un singolo giorno ma la curva tendenziale». Dunque non si sa ancora se il problema sia dovuto a un focolaio in scuole, fabbriche o altri luoghi di aggregazione. Il dato di ieri era meno allarmante, parlando di 17 casi in più, ma comunque ancora vicino alla situazione di Castelfranco (22) e soprattutto ancora ben scostato dalla media dei giorni precedenti che davano una decina di casi in più. —