Covid in Emilia Romagna Donini: «Un morto su 4 in case per anziani» La Procura attende i referti delle autopsie

Salgono a 55 i decessi nelle Cra modenesi. Proseguono le indagini sui 16 casi di primavera, per ora nessun indagato



In Emilia-Romagna sono numerosi i casi di contagi all’interno delle strutture che ospitano persone anziane. Lo ha confermato ieri l’assessore regionale alla sanità Raffaele Donini specificando un dato importante finora mai sottolineato: il 24,9 per cento dei decessi totali si conta proprio in queste strutture per anziani e nelle Cra.


Il dato era parzialmente no+to già da luglio ma la prima ondata lo aveva elevato a un terzo e ora è sceso a un quarto. Segno che la situazione attuale è indubbiamente grave, anche se meno di quella primaverile.

Resta intanto aperta la questione degli accertamenti sui decessi che, come noto, è demandata alle Medicine Legali, compresa quella di via del Pozzo che lavora sia per i territori di Modena che di Reggio. Gli accertamenti di “prima faccia” si affiancano alle autopsie vere e proprie in corso per alcuni casi richiesti dalla Procura, quelli denunciati con gli esposti del comitato dei familiari di deceduti per i quali restano ombre e sospetti riguardanti l’operato delle strutture: chiedono di guardare in fondo per chiarire le cause e le circostanze di quelle morti avvenute lontane dalle famiglie. Ieri il procuratore Giuseppe Di Giorgio ha spiegato che proprio l’arrivo dei referti - in via di stesura da alcune settimane da parte dell’Istituto di Medicina Legale di Modena - potrà definire il quadro delle indagini in corso per i sedici casi segnalati con esposti alla Procura riguardanti il periodo del lockdown e i giorni vicini. Tanti familiari sono già stati ascoltati sia dalla Procura che dai carabinieri come persone informate sui fatti: hanno spiegato cosa sapevano delle degenze e delle cure prestate ai loro cari esponendo anche i loro sospetti. Sono considerate persone offese a tutti gli effetti e così sono registrate nei fascicoli della Procura. Nessun indagato, invece, fino a ieri. Il procuratore aggiunto ha infatti spiegato che, contrariamente a quanto scritto nel lancio di una agenzia di stampa, nessuno è stato ancora iscritto nel registro dato che per determinare cosa è accaduto e le eventuali responsabilità servono proprio i referti medico-legale. «Non escludo che in via di definizione dei fascicoli qualcuno diventi indagato - ha spiegato Di Giorgio - e nel caso di richiesta di archiviazione le persone offese potranno opporsi. Ma per ora non è successo nulla che abbia cambiato i contenuti dei sedici fascicoli». I casi sono infatti sempre quelli definiti a luglio. Le strutture: a Formigine l’Opera Pia Castiglioni, a Maranello 3 alla Stradi 3, a Montefiorino presso La Casa Speranza, a Soliera alle Marchesi e Focherini, a San Felice presso la Augusto Modena e infine a Modena 3 alla San Giovanni Bosco e 1 (una Oss) a Villa Margherita. In tutto 16 casi sotto indagine per 34 decessi complessivi nelle Cra da febbraio a giugno. Purtroppo il conto dei morti è salito ancora con la seconda ondata da settembre a oggi. E in tutto risulta che sono 55 i deceduti da Covid nelle Cra modenesi. Sono infatti 21 quelli della seconda ondata. Per nessuno di questi anziani è stato per ora presentato un esposto in Procura. Ma forse è questione di tempo, dato che sono casi recenti. I decessi riguardano queste strutture: Villa Parco in viale tassoni, Ducale 2 in via dell’Ariete e 9 Gennaio in via Paul Harris. Per questi casi sono in corso normali accertamenti della Medicina Legale. —