Modena Contagi in flessione, ma ancora 7 decessi «Ondata 4 volte peggiore che a primavera»

Ieri in provincia 517 nuovi casi e 23 ricoveri. Il dg Ausl Antonio Brambilla: «Diffusione omogenea su tutto il territorio»



MODENA Per parlare di flessione bisognerà aspettare ancora un po’, ma qualche segnale arriva. Perché nel giorno in cui in Emilia Romagna si registra un calo dei nuovi positivi, anche a Modena - che resta però di gran lunga la provincia peggiore - i nuovi contagi sono diminuiti rispetto ai giorni precedenti. Sono 517 le nuove infezioni da Covid-19 registrate ieri in provincia, di cui 494 (poco meno del 96%) hanno comportato l’isolamento domiciliare, mentre 23 pazienti sono stati ricoverati, di cui 3 in terapia intensiva.

Cresce però la percentuale dei pazienti sintomatici, che sono 377, ovvero il 73% del totale. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale dei nuovi casi, 137 riguardano Modena città, seguita da Pavullo con 42 casi, Carpi con 35 e Castelfranco con 30. Sette i decessi registrati ieri nel modenese (il 15% dei 48 a livello regionale): si tratta di 3 donne modenesi (di 92, 84 e 91 anni), 3 carpigiani (un uomo di 96 anni, una donna di 90 e una di 71) e una 90enne di San Cesario.

A fare il punto della situazione ieri mattina è stato Antonio Brambilla, direttore generale dell’Ausl di Modena: «I numeri - spiega - ci dicono che questa seconda ondata è peggiore di quattro volte rispetto alla situazione di marzo-aprile. Modena è la provincia che negli ultimi dieci giorni ha registrato il numero più alto di positivi rispetto al resto dell’Emilia Romagna. Nonostante il nostro sistema sanitario stia reggendo il colpo, è chiaro che stiamo attraversando un momento particolarmente complesso».

Ciò su cui fanno leva le direzioni sanitarie del territorio è una nuova e reciproca collaborazione: «Avendo fatto tesoro dell’esperienza di marzo - riprende Brambilla - abbiamo programmato insieme all’Azienda Ospedaliera e all’equipe dell’ospedale di Sassuolo un piano di impatto per la seconda ondata, poi presentato in Conferenza sociosanitaria. Abbiamo dato vita a una programmazione congiunta e integrata e stiamo procedendo come se fossimo un’azienda unica, mettendo a disposizione piattaforme, sale operatorie, terapie intensive, posti letto per acuti».

Il direttore Brambilla chiarisce inoltre che la provincia di Modena si trova ora nella cosiddetta “fase 4” secondo i canoni stabiliti dall’Iss. «Abbiamo cioè una diffusione del virus sostenuta e omogenea su tutto il territorio - spiega - i focolai sono piccoli e identificati. L’Ausl sta inoltre svolgendo una serie di analisi per individuare i comportamenti sociali di determinate generazioni. Dai 15 ai 69 il tasso di diffusione è omogeneo. Cala nei minori di 14 anni e negli over 70».

Gli anziani, in particolare, sembrano aver compreso il pericolo che questo virus rappresenta, rispettando norme di comportamento che stanno dando il loro frutto. Il direttore generale dell’Ausl rivolge un plauso particolare agli operatori sociosanitari, i quali «stanno lavorando tantissimo, spesso in condizioni di tensione ed estrema stanchezza. Abbiamo infatti sempre più personale che si ammala a causa del virus, gravando inoltre sulla mole di lavoro di chi continua a operare».

A intervenire sulla situazione ieri è stato anche l’assessore regionale alla Salute Raffaele Donini: «L’obiettivo è quello di abbassare la curva epidemica - ha detto in Commissione politiche per la salute - i contagi sono già in diminuzione (2.219 ieri, di cui 984 asintomatici), ma è importante, in particolare, continuare ad assicurare la tenuta e la resilienza del sistema sanitario regionale». Nella sua informativa in aula, l’assessore Donini ha fatto notare che «nelle ultime settimane c’è stata un’impennata dei contagi, in particolare nelle province di Modena, Reggio e Piacenza, che contano più di 40 casi ogni 100mila abitanti».—