Modena. Il 2 agosto non si scorda: la strage di Bologna nel murale di Luca Zamoc

Modena, il 2 agosto non si scorda la strage di Bologna nell'opera di Zamoc

MODENA  «Un drappeggio che da lontano può sembrare un tessuto e che al suo interno contiene i momenti del post-attentato. C’è anche il famoso orologio della stazione, quello fermo alle 10.25». Etta Polico, presidente dell’associazione culturale Serendippo, con poche parole racconta alla perfezione il murale che sta prendendo forma in viale Monte Kosica. L’autore è Luca Zamoc, muralista modenese conosciuto nel mondo. L’opera riporta la memoria al 2 agosto 1980, la strage di Bologna.

«Per i 40anni da quel giorno, l’associazione famigliari delle vittime ha avviato un percorso che si sta sviluppando per tutta la regione. Per farlo si sono “appoggiati” anche a noi di Serendippo. Le città dell’Emilia Romagna, a partire ovviamente da Bologna, avranno sui loro muri questi disegni enormi che ricorderanno una volta di più quanto accaduto».

Il murale, che sarà completato domani, sta prendendo forma sul muro del civico 56, una struttura del Comune. L’idea, come detto, è dell’associazione Serendippo in collaborazione con l’associazione famigliari delle vittime del 2 agosto, l’Assemblea legislativa regionale, il Comune di Modena, la fondazione Rusconi e Tper. La realizzazione dell’opera in Monte Kosica segue quella di altri quattro murales a Bologna, Parma, Reggio e Rimini. Tutti dedicati alle vittime della strage e promossi nell’ambito del progetto “Lost&found 1980-2020. Memorie private e collettive 40 anni dopo”.

«Si tratta di un percorso di arte pubblica sull’attentato del 2 agosto che attraversa strade e piazze con le opere di giovani artisti, nati dopo il 1980, che puntano a realizzare un murale in ogni provincia dell’Emilia Romagna». Spiegano dall’associazione Serendippo: «Il nostro progetto si chiuderà con i murales che sono già in programma nelle altre città, ma le opere resteranno impresse sui muri. Un aspetto decisamente importante, fondamentale per non dimenticare».

Polico, quindi, illustra come si è arrivati alla scelta di Luca Zamoc, che nel settore non ha certo bisogno di presentazioni: «Cercavamo un artista del posto. Zamoc si è confrontato con noi e con l’associazione famigliari delle vittime. Ha presentato la sua idea, che è stata immediatamente accettata. Sul muro, come potrete vedere, iniziano a prendere forma i vigili del fuoco arrivati sul posto poco dopo l’esplosione. E poi le persone ancora disorientate. Inoltre l’orologio. Il simbolo della strage di Bologna».

Coinvolto il Comune di Modena e anche l’azienda Cav. Emilio Giovetti Srl: «Ci teniamo particolarmente a ringraziare questa attività modenese - spiega Polico - sono stati loro a fornirci l’elevatore. Attrezzatura necessaria per permettere al nostro Zamoc di produrre la sua opera sul muro della vostra città». —

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