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Modena, si allontana il rischio della zona rossa: «Ma ancora troppi casi»

La Regione ha i numeri per superare l’esame della cabina di regia del Governo Donini avverte: «Curva più dolce ma duemila contagi al giorno restano troppi»

MODENA. L’Emilia Romagna piange la sua vittima più giovane da inizio epidemia: Martina Bonaretti è morta a 21 anni. Viveva a Luzzara, piccolo paese della Bassa reggiana, ed è spirata martedì pomeriggio nell’ospedale di Guastalla dove era ricoverata da 6 giorni. Oggi si terranno i funerali alle 14.30 con diretta Youtube.



La tragedia di Martina sconvolge l’Emilia Romagna in un giorno in cui i dati avrebbero potuto regalare un timido sorriso. I 2.371 positivi su oltre 20mila tamponi eseguiti sono accompagnati da un calo dei ricoveri: in terapia intensiva sono 244 (-3), 2.449 quelli in altri reparti Covid (-2). Modena torna a essere la seconda provincia per contagi con 461 (Bologna 528). Alto il conto delle vittime: ben 53 in regione, di cui 11 a Modena (8 donne e 3 uomini: avevano tra i 60 e i 95 anni). Incremento di casi nella piccola Montecreto con 16 positivi. Il sindaco del Comune montano, Leandro Bonucchi, ha reso noto che il preoccupante aumento di contagi è dovuto a un focolaio che si è sviluppato nel centro disabili Casa della Mariola di Acquaria.



I dati «stanno esprimendo un addolcimento della curva ma il virus guadagna ancora», ha sottolineato ieri l’assessore Raffaele Donini . «Parliamo sempre di più di 2mila positivi al giorno: occorre che l’indice di contagio scenda sotto l’1, cioè che chi è positivo non contagi nemmeno una persona. Allora avremo un rallentamento».

Su ospedali e Usca: «Stiamo occupando per il Covid il 30% delle terapie intensive e il 50% dei posti letto nei reparti. Sono 69 le Usca in regione e arriveremo a 80 squadre sul territorio». C’è poi la tragedia che si sta consumando nelle case di riposo, dove il virus «sta uccidendo tantissime persone anziane - ha detto Donini - Non vorrei più sentire certi discorsi cinici sul fatto che tanto l'aspettativa di vita è di 80 anni». Però occorre, secondo l'assessore, riprogettare il modello dell'assistenza agli anziani, «integrando sociale e sanitario e rivedendo i sistemi di accreditamento» delle Cra. Ma potremo farlo «quando non saremo impegnati 20 ore al giorno con l'epidemia». Sulle scuole, invece, Donini conferma che non sono un luogo di trasmissione del virus, ma «la popolazione scolastica si è contagiata tanto. Per questo bisogna che insistiamo coi nostri figli perché mettano la mascherina anche fuori».





Tantissimi i positivi rilevati nelle scuole di Modena e provincia, con ben 19 classi in isolamento domiciliare. Ecco gli istituti coinvolti (un caso ciascuno): primaria Palestrina di Modena, medie Sacro cuore di Modena, medie Cavedoni di Sassuolo, asilo Neri di Formigine, asilo Arcobaleno di Fiorano, asilo Arcobaleno di Bomporto, primaria Garibaldi di Soliera (3 classi), primaria Collodi di Carpi, primaria Cervi di Nonantola, primaria Gasparini di Concordia, primaria De Amicis di Pavullo, primaria Barozzi di Vignola, asilo Andersen di Vignola, media Frank di Castelvetro, asilo Collodi di Piumazzo, medie Volta di Bomporto, medie Bosco di Campogalliano.



Sul piano istituzionale, in vista delle decisioni di domani, si respira ottimismo nei corridoi della Regione. Se la settimana scorsa si temeva un possibile declassamento da zona arancione a rossa, nelle ultime ore l’ipotesi sembra essere scongiurata. Nel frattempo il confronto tra il ministro Roberto Speranza e i presidenti delle Regioni prosegue non senza difficoltà sui 21 criteri che regolano il “semaforo” dei territori (oggi ulteriore videconferenza in programma). La nostra regione, diventata arancione il 15 novembre, non potrà tornare gialla prima del 29: è comunque più realistico che, a patto che venga evitata la retrocessione, il ritorno al giallo possa avvenire dopo la prima decade di dicembre. Infine non c’è alcun provvedimento speciale all’orizzonte per la provincia di Modena da parte della Regione. —