Modena Bambine molestate: il docente davanti al giudice nega tutto  

Interrogato dal giudice per un’ora, l’insegnante di sostegno 49enne si proclama innocente: ripete di non averle palpeggiate



Ha risposto a tutte le domande del giudice. E ha negato punto su punto ogni accusa. Assistito dall’avvocato Barbara Righini, il docente di sostegno accusato di violenza sessuale su due bambine della scuola in cui insegna è comparso molto provato davanti al gip. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia ha ribadito la sua innocenza dicendo di essere completamente estraneo agli episodi contestati dicendo di non aver palpeggiato le due bambine.


Ha esposto una sua versione dei fatti rimasta coperta dal segreto giudiziario. Il suo avvocato ha chiesto al giudice l’attenuazione delle misure cautelari rispetto agli arresti domiciliari in cui si trova da tre giorni, chiuso nella sua abitazione a Modena.

Intanto si è saputo che è già stata fissata un’audizione protetta delle due bambine al centro del caso: sempre davanti al giudice le presunte vittime racconteranno cosa sanno di questi fatti. La decisione di sentire la loro voce viene al termine di un lungo giro di incontri tra il pm Monica Bombana, i carabinieri e le persone informate sui fatti. Il magistrato sta approfondendo infatti le accuse e per questo motivo avrebbe riascoltato alcuni testimoni già sentiti in prima battuta.

Il caso è infatti di estrema gravità sia per l’accusa di molestie su due bambine sia perché sarebbe avvenuto nell’istituto scolastico frequentato anche dal docente. Da un lato, le alunne ancora nello stadio infantile - hanno sei e sette anni - e dall’altra la reputazione di un insegnante ora sotto accusa. Un caso estremamente delicato, insomma.

La vicenda consta di due episodi identici avvenuti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro.

Al centro del caso un insegnante di sostegno di 49 anni, di origini meridionali ma da anni residente a Modena città, incaricato a tempo determinato di seguire ragazzi “fragili”. L’incarico riguarda una scuola primaria cittadina. Nomi dell’istituto e dell’insegnante coinvolto sono sotto stretto segreto giudiziario; ogni elemento che possa portare all’identificazione viene ovviamente taciuto per evitare che colpisca soprattutto le due bambine, sotto la particolare tutela della privacy della quale godono i minori.

Le attenzioni morbose e le mani sulle due alunne non sarebbero passate inosservate a qualcuno della scuola che ha segnalato l’accaduto alla direzione scolastica. Le alunne non sono infatti seguite direttamente da quel docente di sostegno, ma sono nel suo entourage di studenti. La direzione ha svolto accertamenti e ascoltato alcuni testimoni e poi ha deciso di segnalare i due episodi ai carabinieri della Compagnia di Modena. I militari, avvisata la Procura, hanno avviato le indagini basate appunto sull’ascolto di racconti e testimonianze sia sugli episodi che sul contesto scolastico e sull’insegnante stesso, fino al suo arresto chiesto dal pm. L’indagine è in pieno svolgimento. —

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