Modena La maglietta della solidarietà per sostenere le famiglie

Cuore rosso su sfondo nero è il nuovo marchio di Emilia Romagna Responsabile L’ideatore Andrea Casoni: «Coinvolta tutta la regione». Il vescovo “testimonial”



La solidarietà si veste di nero. Risalta nel cuore rosso in cui culmina una scritta: “SosteniAmo”. La scritta campeggia nelle magliette lanciate da Emilia Romagna Responsabile. Il gruppo Facebook s’è unito alla Diocesi di Modena e Nonantola nel progetto solidale “SosteniAmo la Speranza”. Le t-shirt saranno messe in vendita presso attività modenesi. Il ricavato (il costo è di 15 euro) andrà a sostenere famiglie modenesi (con minori) in stato di bisogno. «L’iniziativa partirà da Modena e si estenderà pian piano in tutta la regione», prevede Andrea Casoni. Il motore del gruppo introduce il progetto in streaming prima di lasciare il microfono al vescovo don Erio Castellucci. «Come Caritas e come Diocesi ci siamo inseriti volentieri nella bella iniziativa», riconosce don Erio. Il vescovo si stupisce degli oltre 60mila iscritti al gruppo. «Di solito nei gruppi Facebook o simili si iscrivono persone contro qualcuno - la lettura di don Erio - È molto più facile essere contro: fa sentire forti, vivi. Crea passione. Essere “per” richiede un cuore diverso. Essere “contro” dà sfogo all’istinto. Essere “per” dà sfogo all’amore». L’amore torna nel cuore rosso della maglia. «SosteniAmo contiene la parola “Amo” scritta in grande proprio per sottolineare un’iniziativa disinteressata e “per”», aggiunge il vescovo. Don Erio riflette dunque sulle famiglie con giovani e giovanissimi. «La fascia tra i 14 e i 18 anni è la più vulnerabile - evidenzia il vescovo - Mi pare che in generale non ci sia una particolare attenzione nei loro confronti. Si riparano attraverso i social, che, come sappiamo bene, non sostituiscono la presenza fisica». Sulla pagina social del gruppo saranno indicati i luoghi in cui è possibile acquistare la maglia. Di luoghi cittadini discute Federico Valenzano, vicedirettore della Caritas diocesana. «Nel Polo 2 (Crocetta-San Lazzaro) abitano il 38% di tutti i minori aiutati nel territorio modenese», illustra Valenzano. Dall’esposizione emerge come nella stessa area vi siano 52 madri sole con bambini che necessitano di un aiuto per arrivare a fine mese. Tra i 995 modenesi assistiti con Croce Blu e Acli, 445 sono minori. Sessanta i volontari in prima linea tra il lockdown e la fase 2. Dalle loro mani è passato il sostegno con generi alimentari e oggetti del quotidiano, dispositivi tecnologici e parole di conforto. Valenzano ricorda le encicliche di Papa Francesco “Laudato Sì” e “Fratelli tutti”. «Non occorre accontentarsi della dimensione della solidarietà - il monito ripreso dal vicedirettore - ma essere anche attenti alla giustizia sociale e al rispetto dell’ambiente». Un’attenzione particolare va rivolta ai bisogni di chi è in difficoltà. «La povertà è spesso multidimensionale - descrive Valenzano - Spesso chi non è nelle condizioni di usare una connessione probabilmente ha un accesso al cibo e al sostegno non ottimali. Ciò ci costringe come comunità a rivedere il modello di sviluppo in cui crediamo». —




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