Olympia e Principe all’asta per 3 milioni Prezzo dimezzato in un anno e mezzo

i due cinema pignorati Terzo tentativo di vendita in gennaio: per la sala di via Malmusi si parte da 1,1 milioni, per quella al Tempio da 1.9 milioni



Poco più di tre milioni di euro. È il prezzo dell’offerta minima per entrare in possesso dell’Olympia e del Principe in un solo colpo. Il valore dei due cinema progettati da Vinicio Vecchi, chiusi da più di 15 anni, oggi è infatti più basso del 44% rispetto alla valutazione iniziale, che era di 5 milioni e mezzo. È l’offerta proposta per la nuova asta dei due immobili in seguito al pignoramento deciso dal Tribunale come esecuzione forzata per i debiti non pagati dalla società che ne era stata proprietaria fino al 2016. È stato infatti fissato il terzo tentativo di vendita (i due precedenti sono andati a vuoto) da parte dell’Istituto vendite giudiziarie: si terrà alla fine di gennaio in viale Virgilio.


Per questa terza chiamata, i prezzi sono stati calati di un 25 per cento rispetto al secondo tentativo.

Il prezzo di vendita fissato ora per l’Olympia in via Malmusi - un prezzo indicativo - è 1,5 milioni circa. L’offerta minima adesso è scesa a 1,181mila euro (con rilanci da 50mila euro alla volta). A dicembre 2019 (seconda chiamata) il prezzo era di 1,5 milioni, lo stesso della stima indicativa attuale. E quello iniziale, nel luglio 2019, era di 2,1 milioni di euro. In un anno e mezzo, per rendere appetibile l’acquisto, la valutazione è scesa del 44%.

Stessa cosa per il Cinema Principe in piazzale Natale Bruni. Anche in questo caso la nuova valutazione indicativa di 2,5 milioni corrisponde all’offerta minima fissata per l’asta precedente, mentre la stima iniziale, nel luglio 2019, era di 3,3 milioni. Oggi l’offerta minima prevista per l’asta di gennaio è di quasi 1,9 milioni. Sempre il 44% in meno. Insieme, i due edifici valgono come prezzo iniziale 3 milioni e 79mila euro, quando un anno e mezzo fa l’asta partiva da quasi 5,5 milioni.

Ancora una volta la messa all’asta ripropone alcuni problemi sospesi per questi stabili. Il primo riguarda le possibili destinazioni d’uso, e non solo per la particolare conformazione degli spazi interni: in un caso una sala a teatro con un piano rialzato, nell’altro una sala da 700 posti ad anfiteatro. Quale tipo di attività può contenere rispetto ai recenti piani urbanistici, è una domanda che aspetta risposta. Poi c’è il vincolo della Soprintendenza per le decorazioni artistiche di Luciano Giberti e per il bassorilievo sulla facciata del Principe realizzato da Valdo Vecchi. Infine, le condizioni dei due edifici: nelle perizie risalenti al 2018, sono definiti «in cattivo stato». Non si sa quali effetti possa aver avuto la chiusura ermetica per evitare occupazioni messa in atto in questi ultimi anni (l’Olympia fu in effetti occupato per alcune settimane dal Guernica), ma sicuramente chi acquisterà gli stabili dovrà affrontare lavori importanti per risistemare le sale. Oltre che per gli spazi (il Principe 1.140 mq, l’Olympia 760 mq), a rendere appetibili i due ex cinema è la loro architettura, sopratutto quella del Principe: sono opera di Vinicio Vecchi e il loro stile è unico. Progettati tra gli anni ’50 e ’60 conservano ancora il gusto di quegli anni. —



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