Appennino Ecco la prima nevicata vera nel modenese Sul Cimone via ai cannoni

Bianco risveglio ieri dai 900 metri in su, dove sono stati attivati i mezzi spalatori Magnani: «Iniziamo a sparare per creare le condizioni d’apertura delle stazioni»

SESTOLA Dal sole spendente e l’aria mite di giovedì al brusco risveglio di un venerdì mattina con neve e temperature sottozero. Altalena climatica energicamente in scena in Appennino, dove d’improvviso è arrivato l’inverno che ha regalato i primi panorami mozzafiato bianchi ma anche la prima uscita vera della stagione per i mezzi spargisale e spartineve.



La coltre è scesa di soppiatto nella notte dai 900-1000 metri in su ricoprendo tutta l’alta dorsale attorno al Cimone. E così è stato candido risveglio per il Frignano compreso tra Sestola, Fanano, Pievepelago e Fiumalbo e in Val Dragone tra Montefiorino e Frassinoro, alle prese con un manto dai 5 ai 10 centimetri. Sono usciti i mezzi comunali ma anche quelli della Provincia, in particolare sulle strade tra Montefiorino, Frassinoro e il passo delle Radici, la sp 324 da Fanano a Pieve, la sp 486 nella zona di Piandelagotti e la parte sopra Sestola. Tutte le arterie sono rimaste percorribili con catene o gomme da neve, il cui obbligo è appena scattato il 15 novembre, e non sono stati segnalati particolari problemi alla circolazione. Resta però l’allerta ghiaccio nelle ore notturne, a fronte di minime che fino a domani scenderanno ancora sottozero.



Le condizioni ideali per iniziare a sparare neve sulle piste, ed è proprio quello che il Consorzio Cimone farà da da stamattina, sfruttando da una parte per il fondo i 15 centimetri di neve naturale caduta (a Passo del Lupo) e dall’altra la prolungata rigidità del termometro che permetterà di fare tutte le operazioni di spargimento e battitura. Aste e cannoni (dell’impianto potenziato nei generatori e nel sistema di pompaggio) entreranno in funzione su tutte le stazioni: da Passo del Lupo a lago della Ninfa, Polle e Cimoncino. «In queste condizioni possiamo arrivare a sparare anche per 30 ore - spiega Luciano Magnani, presidente del Consorzio Cimone - lavorando giorno e notte. Bisogna che sfruttiamo queste giornate di freddo se vogliamo creare le condizioni per aprire gli impianti: non possiamo farci trovare impreparati quando arriverà il via libera del Governo. È uno sforzo anche economico non indifferente per il Consorzio, ma che sosteniamo volentieri a beneficio dell’attrattività del territorio, anche per dare un segnale positivo in vista delle prenotazioni delle vacanze in alberghi e ristoranti».

Magnani però guarda con un orizzonte lungo: «Nelle condizioni in cui ci troviamo quest’anno, bisogna puntare soprattutto sull’apertura per le vacanze di Natale - sottolinea - se salta quella per l’Immacolata pazienza. Attendiamo con fiducia il responso del comitato tecnico-scientifico sulla ripartenza delle stazioni sciistiche, auspicando che si creino al più presto le condizioni per permettere il ritorno dell’Emilia Romagna da zona arancione a gialla, per permettere lo spostamento tra comuni che è fondamentale per il nostro afflusso turistico».

Il verdetto sulle condizioni per riaprire allo sci è atteso per lunedì nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, che all’ordine del giorno ha proprio le “Linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte di sciatori amatoriali”. —
 

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