Carpi. L'omaggio di Amatrice a Grillenzoni, socio Garc e prima vittima del Covid in provincia

La testimonianza del fratello Lauro a otto mesi dopo la scomparsa 

Carpi. «Non dimenticherà mai i primi quindici giorni in cui i miei fratelli Roberto e Giorgio sono stati ricoverati all’ospedale a causa del Covid. È stata un’altalena incessante di miglioramenti e peggioramenti. Poi, di lunedì, Giorgio è mancato. Di mercoledì Roberto è stato tolto dalla Terapia Intensiva. È come se Giorgio gli avesse dato la forza per farcela». Lauro Grillenzoni è fratello di Giorgio, il primo contagiato della provincia, nonché il socio della Garc, la prima impresa di costruzioni che dovette fronteggiare il virus quando si affacciò nel Modenese. Sono passati mesi da quei giorni tremendi. Ma l’incubo non è finito.

Lauro ricorda con tutto l’amore possibile il fratello scomparso a soli 62 anni. «Giorgio ha sempre avuto una sensibilità spiccata. Nel 1994 portammo insieme degli aiuti nell’ex Jugoslavia. Tu potevi chiamarlo a qualsiasi ora e lui ti rispondeva, rendendosi disponibile. Questa generosità, insieme a uno spirito di responsabilità civile porterà, il 4 dicembre, Santa Barbara, patrono di Amatrice, a omaggiare Giorgio con un revival televisivo in onda proprio quel giorno. Noi siamo stati per quattro anni ad Amatrice, dopo il terremoto, durante i quali abbiamo recuperato quasi cinque milioni di tonnellate di macerie. La distruzione di quelle terre dilaniate dal sisma era immensa e quando siamo arrivati ci siamo resi conto della situazione: non abbiamo portato le nostre maestranze, bensì abbiamo assunto almeno 120 persone in quattro anni tra gli abitanti del luogo. Ci siamo detti: “Non possiamo portare via il lavoro a chi non ha più nulla”. Il presidente della Provincia e le autorità di Amatrice hanno ricordato Giorgio con parole che mi hanno commosso nel profondo. Dall’emozione, dopo quel riconoscimento pubblico, non sono riuscito a mangiare per un giorno».


Nel nome di Giorgio è stata donata un’ambulanza al Ramazzini. «In qualità di famiglia Grillenzoni e soci Garc volevamo fare qualcosa che ricordasse il suo darsi da fare per gli altri - continua il fratello - L’ambulanza ci sembrava il simbolo più adatto. Davanti all’azienda, poi, campeggia un’immagine bella grande che lo raffigura. Ed è impossibile parlare di Giorgio senza ricordare che ogni giorno, ancora, dopo mesi, qualcuno mi chiede come stiamo o mi fa le condoglianze».

«In generale, siamo cambiati dalla prima ondata di contagi di questo virus con cui anche noi purtroppo, tra nostri dipendenti, uno dei quali ricoverato in condizioni serie, dobbiamo ancora fare i conti - aggiunge Lauro - Oggi le persone sentono il terreno ballare sotto i piedi. Le nostre certezze sono avvolte in un cellophane. Poi, c’è un altro tema: abbiamo paura l’uno dell’altro. L’uomo, che per sua natura è un animale da branco, si trova a vivere questa condizione contraddittoria».

A donare felicità alla famiglia e all’azienda, dopo la tragedia, sono arrivati tre gemellini: Arianna, Beatrice e Cristian. «Giulia, figlia di Giorgio, e il suo compagno Luca ci hanno fatto un regalo bellissimo, che ci regala tanti momenti lieti - conclude Grillenzoni - L’arrivo di Cristian, Beatrice e Arianna, cioè dell’”Aribeacri” club, ci ha resi felicissimi. Loro sono un faro di speranza al quale ci teniamo stretti stretti». —


 

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